Fallimento del sistema di cassonetti a chiave elettronica per la raccolta differenziata dei rifiuti

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di Antonio Bellizzi di San Lorenzo

Un aspetto lampante del degrado di Firenze – cartolina sempre più incrinata già nel suo skyline – sono i rifiuti, adagiati lato marciapiede, dei cassonetti a chiavetta elettronica della raccolta differenziata. Infatti, quando passano i camion raccoglitori elevando verso l’alto i cassonetti, fanno cadere inesorabilmente tali rifiuti mal posti nell’area sottostante, cosicché, al momento del loro successivo riposizionamento, i rifiuti rimangono schiacciati oppure incastrati mezzi sotto e mezzi fuori, con impossibilità di pulizia manuale successiva per gli operatori ecologici: cosicché ognuno nella sua zona può vedere una sorta di archeologia del rifiuto immortalata sotto questo o quel cassonetto, quale frammento di un passato prossimo che si alimenta quotidianamente della propria inefficienza.

Nondimeno i rifiuti prosperano pure fuori dei contenitori interrati nelle vie centrali privilegiate da questi raccoglitori più chic: il dispositivo elettronico è infatti un sistema statico di controllo sociale sulla virtuosità di raccolta differenziata di residenti ed esercenti attività commerciali/professionali, che di fatto si traduce in un circolo vizioso lesivo del decoro e dell’igiene pubblica, se non è in grado di garantire l’effettivo controllo di coloro che illecitamente depositano rifiuti vicino i cassonetti, in un contesto dinamico eterogeneo turistico di frequenti soggetti non residenti, non eco-sensibili, privi di chiavetta e comunque di elementare senso civico.

A ciò va aggiunto che, di notte, spesso avventurieri della miseria, con strumenti di fortuna aprono i cassonetti alla ricerca di ciò che nella civiltà dei consumi è scarto per tanti e utile ancora per qualcuno.

Ma il problema è, altresì, che la manovra, spesso non facile per cittadini sempre più anziani, di aprire il cassonetto con la chiavetta elettronica in una mano (che spesso non attiva subito apertura), nell’altra mano la spazzatura ed un piede che deve pigiare il pedale, si traduce in un’acrobazia impossibile se il pedale è bloccato dai rifiuti illeciti circostanti, cosicché i cittadini ligi alla raccolta differenziata non sono in condizioni di sicurezza di fruizione del servizio, lautamente tassato (TARI), si scoraggiano e magari, in certi casi, piuttosto che rincasare con i rifiuti, li adagiano pure loro sui rifiuti fuori dai cassonetti.

Ecco, allora, che il problema può essere risolto solo in 2 modi:

  1. O facendo intervenire gli operatori ecologici manuali tassativamente prima che passino i camion raccoglitori che non vedono il lato marciapiede ed avviando seri servizi di controllo sanzionatorio verso gli incivili che depositano illegalmente e illogicamente rifiuti dal lato del marciapiede (ma nella consapevolezza che le sanzioni pecuniarie non disincentivano soggetti privi di beni pignorabili);
  2. oppure, meglio, abolendo il fallimentare sistema di apertura a chiavetta elettronica e lasciando i cassonetti esistenti ad apertura manuale come era prima e chiunque può ancora constatare in tante metropoli civilissime come Barcellona, dove non è dato vedere lo scempio fuori dai cassonetti.

Ciò a tacere del merito della raccolta differenziata, per cui con o senza chiavetta elettronica, non è possibile censire in modo effettivo se veramente nel sacchetto posto nel contenitore della carta o della plastica vi sia davvero solo carta o plastica, per cui è meglio render la vita più facile alla gente per invogliare a fare la raccolta differenziata che porre limiti potestativi-elettronici ad apertura dei cassonetti che, per controllare il cittadino medio abbassano la media di una effettiva raccolta differenziata, fomentando comportamenti incivili.