Il caso dei volantini per il “NO” al referendum inviati al personale scolastico. Sotto accusa la gestione della Dirigente Rita Trocino: dalla neutralità violata ai rischi disciplinari
Una mail istituzionale che si trasforma in un megafono per la propaganda politica. Succede all’Istituto Comprensivo Beato Angelico, dove il personale scolastico si è visto recapitare una comunicazione che nulla ha a che vedere con la didattica o l’organizzazione interna, ma che entra gamba tesa nel dibattito elettorale in vista del Referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo.
Come ha potuto visionare La Firenze Che Vorrei, la mail, avente come oggetto “Invio volantini Comitato per il NO Referendum Giustizia 22-23 marzo”, è stata inoltrata a tutto il personale dipendente dell’istituto. Il contenuto non lascia spazio a interpretazioni: si tratta di un inoltro di una missiva ricevuta dalla FLC CGIL di Firenze (firmata dal Segretario Generale Emanuele Rossi) lo scorso 6 marzo. Nella mail, il sindacato chiede esplicitamente alla Dirigente di pubblicare il volantino del “Comitato Società civile per il NO” sia sulla bacheca sindacale (online e fisica) sia di diffonderlo direttamente al personale. Allegato al messaggio, il volantino referendario in formato PDF e immagine.
Particolare non trascurabile è la scelta della modalità di invio. Sebbene la comunicazione originale fosse arrivata tramite PEC (Posta Elettronica Certificata), per la diffusione capillare ai docenti e al personale ATA è stata scelta la mail ordinaria: una modalità rapida e pratica per garantire che il messaggio politico arrivasse direttamente nelle caselle di posta di tutti, bypassando la formalità più rigida della PEC.
Al vertice di questa catena comunicativa c’è la Dirigente Scolastica, Rita Trocino, figura già nota alle cronache locali per precedenti tensioni e critiche sulla sua gestione. Il Dirigente Scolastico è il legale rappresentante dell’istituto e il responsabile ultimo di tutto ciò che viene inviato a nome della scuola. Permettere o, peggio, veicolare attivamente materiale di propaganda referendaria attraverso i canali ufficiali dell’amministrazione rappresenta un comportamento censurabile che mina le fondamenta stesse dell’istituzione scolastica.
L’utilizzo della mail istituzionale per finalità di propaganda politica contravviene a diversi principi cardine dell’ordinamento italiano:
1. Imparzialità della Pubblica Amministrazione (Art. 97 della Costituzione): La scuola è un luogo neutro. Un funzionario pubblico non può utilizzare mezzi dell’amministrazione per favorire una tesi politica rispetto a un’altra.
2. D.Lgs. 165/2001 (Norme sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche): Il Dirigente deve garantire il rispetto della neutralità della scuola. L’uso improprio di strumenti di lavoro (la mailing list istituzionale) per scopi extra-lavorativi e politici è una violazione disciplinare.
3. Disciplina della propaganda elettorale: La legge regola strettamente dove e come si può fare propaganda. Trasformare una mail scolastica in un volantino elettorale virtuale espone la Dirigente a seri provvedimenti da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR).
Inviare un invito al voto (per di più orientato verso il “NO”) utilizzando i canali ufficiali della scuola è un atto di estrema gravità. I genitori chiedono risposte su problemi strutturali e organizzativi — come già emerso nelle tante polemiche dei mesi scorsi — e la Dirigenza dovrebbe impegnarsi e a tutelare l’imparzialità dell’istituto che rappresenta.
