Sulla “razionalizzazione” delle partecipate

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di Jonathan Targetti (L’Alternativa C’è – Prato)

“Razionalizzazione” è un termine perfetto, molto in auge nell’Italia post Mario Monti, per quegli amministratori pubblici che si ritrovavano a fare cose discutibili dandosi un’aria di responsabilità.

Nei primi anni della prima Giunta Biffoni, il Comune di Prato approvò il suo Piano di razionalizzazione delle partecipate, in attuazione della Legge di Stabilità nazionale. Fu presentato come un atto dovuto, moderno, trasparente che aveva tre obiettivi: dismissione delle società non indispensabili, fusione di quelle con funzioni simili, maggiore trasparenza.

Quel piano si sarebbe poi rivelato, in concreto, una goccia nel mare. Ma era importante per un’altra ragione: normalizzava l’idea che cedere fosse sinonimo di modernità. Ogni dismissione veniva celebrata come un atto di rigore. Il linguaggio della spending review, preso in prestito da Cottarelli, veniva applicato al patrimonio pubblico pratese come se fosse carta straccia da smaltire, non strumenti da valorizzare.

L’amministrazione aveva bisogno di mostrare razionalità gestionale e in questo contesto, ogni operazione di semplificazione della “galassia” veniva presentata come una vittoria. E non in chiave liberista, anzi.

La vera posta in gioco, però, non erano le micro-dismissioni del 2015. Era ASM Prato, l’azienda dei rifiuti, l’asset strategico più controllato dal Comune, il soggetto che sarebbe dovuto essere il nucleo attorno a cui costruire qualsiasi sistema locale dei servizi. E invece, su ASM, la decisione era già maturata.

Nel dicembre 2016 il Consiglio Comunale di Prato approvò la delibera che autorizzò la fusione per incorporazione di ASM Prato in Quadrifoglio SpA di Firenze, che sarebbe poi diventata Alia Servizi Ambientali. Era la prima grande svendita. E veniva presentata come una scelta industriale obbligata.

Nessuno disse chiaramente ai pratesi che stavano cedendo il controllo della propria azienda dei rifiuti in cambio di una quota minoritaria in una società fiorentina.

Eravamo solo all’inizio e non lo sapevamo. A domani, con il terzo episodio.

In copertina: copyright Fotocronache Germogli