Tra scandali e lavori di dubbia qualità. Un caso, quello di AVR, di meritocrazia al contrario? L’Ad tra i finanziatori della campagna di Sara Funaro
Già abbiamo avuto modo di parlare del torbido che circonda l’azienda di smaltimento rifiuti AVR e la sua relazione speciale e privilegiata con Sara Funaro e la sua amministrazione: nell’aprile (1) e nel maggio (2) dell’anno scorso ci siamo occupati degli scandali che l’hanno travolta a livello nazionale e del pessimo servizio che offre rispetto ai fondi sempre più ingenti che riceve dalle istituzioni cittadine. La tendenza si sta confermando in pieno: ce ne giungono dimostrazioni palesi e incontrovertibili dalla stessa cittadinanza, sempre più stufa di pagare di più per avere di meno e peggio.
In tutto il centro storico (3), da via Tornabuoni (4) a viale Giovine Italia (5) (per restare solo nelle vie più trafficate e quindi più visibili anche al turista straniero) è uno scempio di strade dissestate, anzi devastate, e spaccate che ben superano, per orrore e degrado, quelle dei delinquenti di strada ai danni dei finestrini delle auto o delle vetrine dei negozi. Con la differenza che, nel primo e nostro caso, è tutto a norma di protocollo istituzionale.
Le denunce, tanto indignate quanto lucide e precise, parlano di pavimentazioni appena o da poco ultimate e subito disfatte per cambiare la cementazione o far passare tubi, «probabilmente cavi elettrici». Polemiche anche in via Folco Portinari, riecheggiate ancor più veementemente grazie al lavoro di nostri colleghi della cronaca locale (6) che hanno scoperto l’oscenità delle «pietre impacchettate», cioè asportate e abbandonate a bordo strada confinate in un piccolo recinto di transenne, con «asfalto al posto del lastricato».
La notizia buona è che, nonostante il raddoppio dell’appalto come una delle prime decisioni della giunta Funaro appena insediatasi, a metà dell’anno scorso, AVR si è vista confermare l’esclusione dalla gara per l’affidamento del servizio Global Service della rete stradale comunale da parte del Consiglio di Stato (7).
Palese è infatti il conflitto d’interessi che riguarda AVR in qualità di fornitrice sia per il Comune che per Alia e, al contempo, di soggetto sempre più politico in credito verso l’amministrazione, da essa sostenuta alle ultime elezioni comunali.
Lo fece notare il consigliere Paolo Bambagioni (Lista Schmidt) nove giorni prima del nostro primo Focus in tema, domandando non del tutto retoricamente come AVR avrebbe potuto «vigilare serenamente» sui lavori decisi dalla stessa giunta finanziata dal suo amministratore delegato (8).
In breve, il regime funariano ha instaurato una vera e propria meritocrazia al contrario: avanza non chi merita e offre servizi migliori, ma chi è più “ammanicato” col sistema e servile verso di esso. Difficile, però, che i rattoppi di cui ha infestato la città possano nascondere la polvere sotto l’asfalto. Anzi, tanto povera è la loro qualità che la si vede ancora di più.
NOTE
(8) https://www.firenzetoday.it/politica/finanziamenti-elettorali-avr-sara-funaro.html
In copertina: copyright Fotocronache Germogli
