Inferno Sollicciano: 7 sezioni sotto sequestro. Sinistra Progetto Comune: “Funaro si faccia carico del problema”

GERMOGLI PH: 5 LUGLIO 2024 FIRENZE SOLLICCIANO CONFERENZA STAMPA SULLO STATO DEL CARCERE A SEGUITO DEL SUICIDIO DI UN DETENUTO 20ENNE NELLA FOTO

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“Il Gip del Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni della Casa Circondariale di Sollicciano (le sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile, le sezioni 9, 10 e 12 del penale maschile e la sezione Accoglienza) per reati contravvenzionali legati alla violazione delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (artt. 63, 64 e 80 del decreto legislativo 81/2008): pulizia dei locali di lavoro, abitabilità dei dormitori, impiantistica elettrica. L’inchiesta della Procura, condotta con Squadra Mobile, ASL e Guardia di finanza, muove dalle segnalazioni che le stesse persone detenute hanno presentato ai magistrati di sorveglianza. È bene ricordarlo: a far emergere la verità sono stati i soggetti più deboli del sistema, non chi avrebbe avuto il dovere di prevenire. Lo avevamo scritto insieme mesi fa: le alternative esistono e sono note da tempo. Trovano fondamento nel principio del diritto penale minimo e nell’articolo 27 della Costituzione, che lega la pena alla funzione rieducativa. La carcerazione strutturale, oltre una certa soglia, produce effetti controproducenti: indebolisce le garanzie, alimenta l’inflazione punitiva, trasforma l’istituto penitenziario nella discarica sociale in cui rinchiudere chi la società non intercetta altrove: persone con dipendenze, con problemi psichiatrici che starebbero più propriamente in REMS o in strutture intermedie. Il sequestro di oggi è la traduzione giudiziaria di questo fallimento”.

A dirlo, in una nota congiunta, Massimo Lensi, Associazione Progetto Firenze, Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune, Giulia Marmo, Sinistra Progetto Comune Quartiere 4.

“Non possiamo accettare la cornice con cui il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria prova a ridimensionare l’accaduto – proseguono -. Il Dap parla di ‘lavori di riqualificazione in atto’, dei 9 milioni di euro stanziati con la legge di bilancio 2025 e dell’aggiudicazione della progettazione del 15 maggio scorso, e presenta il trasferimento dei detenuti come un passaggio della propria programmazione. Ma l’ordine dei fatti è inverso: non è la riqualificazione ad aver prodotto il sequestro, è il sequestro a rendere quei reparti inutilizzabili. Spacciare per manutenzione ordinaria la conseguenza di un provvedimento penale significa rimuovere anni di rinvii. E se quelle risorse erano disponibili, resta la domanda: perché si è atteso un decreto del Tribunale per attivarle?”

“C’è poi il nodo che torniamo a porre. La soluzione non è l’edilizia carceraria, tanto meno nelle forme del cosiddetto ‘carcere volano’, che introduce in modo surrettizio elementi di privatizzazione dell’esecuzione penale difficilmente conciliabili con l’articolo 27. La strada è opposta: decarcerazione, pene realmente alternative, attivazione di tutti i percorsi previsti dall’ordinamento, riduzione della popolazione detenuta senza che ciò si traduca in minori stanziamenti. Il trasferimento delle persone detenute disposto dopo il sequestro è il rovescio di quanto chiedevamo da tempo: governare per tempo l’inagibilità avrebbe evitato che fosse un sigillo penale a imporre lo svuotamento”, aggiungono.

“Sollicciano è parte del Comune di Firenze. La salute e l’incolumità di chi vi è detenuto e di chi vi lavora rientrano nelle competenze della Sindaca Sara Funaro, che ha il dovere di farsene carico e non può limitarsi a registrare ciò che decide la magistratura. Continueremo a chiederlo, dentro e fuori da Palazzo Vecchio: oltre Sollicciano, oltre l’idea che il carcere sia ancora la risposta principale”, concludono Lensi, Palagi e Marmo.