Alia-Plures, costi (ancora) al rialzo per l’utente?

palagi foto facebook

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“Citiamo dei passaggi dalla relazione allegata al verbale di ATO Toscana Centro del 29 dicembre 2025, perché non ci si possa accusare di voler fare polemica a tutti i costi, già che di costi stiamo parlando”. Così torna a intervenire sul tema multiutility il consigliere comunale Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune).

«L’impiego dei dati di consuntivo 2022 per la determinazione della tariffa del 2025, facoltà consentita dal MTR-2, è stato conseguenza all’invio intempestivo e parziale da parte del Gestore dei dati relativi al preconsuntivo 2023. In quella sede emerse, inoltre, un significativo scostamento tra il valore degli investimenti autorizzati e quelli realizzati, che richiedeva approfondimenti».

E ancora.

 

«Il gestore non è stato però capace di fornire una chiara ed oggettiva separazione contabile strutturata secondo la logica full cost accounting che consenta di identificare e imputare integralmente costi, ricavi e capitale investito relativi alle diverse attività svolte dal gestore».

 

E ancora.

 

«A livello di contabilità d’esercizio, la gestione mostra capacità di generare margine operativo e risultato netto, ossia un surplus economico non compatibile con la rappresentazione di una condizione di sofferenza strutturale immediata tale da imporre, in via necessaria e indifferibile, misure tariffarie espansive (o, comunque, misure di riequilibrio straordinario) come unico strumento di tenuta».

 

ALIA contesta la lettura di ATO, con una relazione di 37 pagine – sintetizza Palagi -. Il contenzioso è servito, su un tema non secondario ma centrale. Si tratta di una vicenda che ha sicuramente molti aspetti tecnici, ma proviamo a darne una lettura semplificata e pienamente politica. In questo momento il soggetto gestore dei servizi ambientali – illustra Palagi – ha una partita aperta con i soci pubblici sulla copertura dell’aumento dei costi che ha avuto. ATO – dove siedono i Comuni – ha svolto la sua funzione contestando la trasparenza e l’interpretazione di una società che di fatto è diventata la multiutility”.

“A questa multiutilty – prosegue l’esponente di Sinistra Progetto Comune – ieri l’Autorità Idrica Toscana ha deciso di affidare l’acquisizione delle quote di Publiacqua che erano di ACEA. Perché si è scelto di andare in questa direzione, senza prendere in considerazione l’ipotesi di una partita autonoma con la stessa Publiacqua?”

“Lo abbiamo detto ieri e lo ribadiamo oggi: a noi pare che si voglia usare l’acqua, che è un mercato con entrate prevedibili e certe, per garantire la costruzione di un colosso che altrimenti avrebbe i piedi di argilla. Ma il modello multiutility è costruito sulla ricerca di dividendi e profitti, quotazione in borsa o meno”, è la critica di Palagi.

“La sentenza che dà ragione al socio pubblico è una notizia positiva. Il modo in cui tutto il centrosinistra si è affrettato a rivendicare l’operazione multiutility è invece una pessima conferma di come intendono gestire l’operazione i Comuni, senza coinvolgere la cittadinanza e i Consigli comunali nelle decisioni da prendere”.

“Con curiosità attendiamo gli esiti delle nostre richieste di accesso agli atti, anche sugli eventuali costi legati a indennità del Consiglio di Amministrazione e voci di questo genere. Se persino ATO Toscana Centro – fa notare – contesta le letture di ALIA, mentre la TARI aumenta il carico fiscale sulla cittadinanza, crediamo che esista un problema di opacità non più ignorabile”.