Torna rapidamente al centro delle polemiche piazza Tanucci, chiaramente non per il luogo in sé ma per la sede di Futuro Nazionale su cui si riaccendono i riflettori, a pochi giorni di distanza dalla sua inaugurazione. Il PD e le sue stampelle di “sinistra” sono infatti insorte indignate contro presunte «ronde» organizzate dai militanti vannacciani in corrispondenza dei percorsi della tranvia: mentre il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) afferma di aver ricevuto «messaggi, foto e video di cittadinanza stupita dalla tracotanza» in essi percepita e AVS-Ecolò annuncia la richiesta di «chiarimenti alla prefettura», Sara Funaro e Andrea Giorgio sono stati i primi a saltar su, impegnandosi anche in un puerile tentativo di scaricabarile come a voler accusare Futuro Nazionale di essere colpevole della mancanza di agenti in città, poiché essendoci già «il presidio fisso davanti alla loro sede» (tacendo che deve starci proprio per colpa della minaccia rappresentata dai fanatici sostenitori della sindachessa stessa e sue coperture “a sinistra”), dover spostare «altri agenti per loro» toglierebbe «un presidio per i cittadini», come se questo ci fosse sempre stato fino a pochi giorni fa. Dalla Meloni a Vannacci, il nuovo capro espiatorio è servito! L’assessore alla mobilità ha parlato di sicurezza che «spetta allo Stato garantire», giustissimo se uno Stato esistesse. Cerchiobottista, invece, è stranamente (ma non del tutto, vista la sua passata difesa impromptu di Funaro) la posizione assunta dal consigliere Chelli di Fratelli d’Italia, che da un lato si accoda al PD nella condanna delle «ronde» che non condivide «nella maniera più assoluta» e delle «foto e video spot che non servono a niente», ma dall’altro si dissocia dall’uso della parola «ronde» per «la presenza di agenti». Questo purpurrì di posizioni, riportato qua e là da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, si associa alla campagna mediatica imbastita contro un professore candidato consigliere al Q4 per Sinistra Progetto Comune, di nuovo finito nella bufera per un post offensivo su Facebook contro Giorgia Meloni dopo una bestemmia con cui commentò la nomina di un ministro nel 2023, e che Fratelli d’Italia non ha tardato a sfruttare per il suo personale contrattacco ai danni della maggioranza. Minore, prevedibilmente, la copertura mediatica, essendosi occupati del caso solo La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. La giunta, da parte sua, quando vuole cimentarsi nei suoi giri di vite sa operare benissimo, fascismo o non fascismo: La Repubblica Firenze informa che altre sei strade, sette per Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, vedranno uno stop ai traslochi di ristoranti e locali alimentari, salendo così a 60 le vie del centro storico interessate da tali misure «di tutela per la conservazione delle attività»: Sdrucciolo de’ Pitti, Corso Tintori, Borgo dei Greci, via dei Benci, via Gondi, via Vacchereccia e via Palazzuolo le new entries. Proseguono anche le rimozioni dei monopattini: altri 30 secondo La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, 27 per il Corriere Fiorentino, mentre Il Tirreno Firenze vi ha dedicato un articolo più generale. La prima ha parallelamente dato conto di un piano appena «scattato» per bloccare la diffusione delle biciclette elettriche truccate, soprattutto dai riders, nel Quartiere 4, a seguito di una mozione ivi presentata. Dalla stessa testata apprendiamo che è scontro tra COTAFI e NCC a Peretola per dei coupons a 46€ apparsi per le auto a noleggio, nonostante esista già una tariffa fissa concordata col Comune che si ferma a 28. Quest’ultimo, nella persona dell’assessore Vicini, «studierà il caso». Non accenna a placarsi l’odissea degli autobus, che accumulano «ritardi ovunque» soprattutto tra viale Spartaco Lavagnini, piazza Beccaria, piazza San Marco e Gavinana a causa dei cantieri e per la furia dei passeggeri, ma anche a Ponte a Niccheri, obbligando chi deve recarvisi periodicamente ad attese lunghe anche un’ora, riporta in entrambi i casi La Nazione Firenze. 300.000€ sono stati però stanziati in anticipo e senza garanzie di sicurezza per i lavori sul Ponte da Verrazzano, una mossa alla chetichella che non è sfuggita a Fratelli d’Italia; sul piede di guerra anche Giovanni Fittante, determinato a proseguire nel ricorso contro il diniego comunale al rifacimento del Parterre. E intanto «rincari e freddi frenano gli arrivi» pasquali, coi ristoratori a sperare nel «sole del last minute» che speriamo, un giorno, di veder risorgere a Firenze dopo l’inverno piddino-funariano. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
