Il deserto fiorentino, tra polvere, caldo e cantieri, fa insorgere miraggi alla vista del CCN Pacinotti e di Confesercenti Firenze, che per Ponte al Pino magnificano «new jersey attrezzati con piante e seggiolini per 5 spazi gioco con panchine», «6 postazioni per i tavolini delle attività di somministrazione» (cioè dehors, come se non bastassero quelli in centro) e «due barriere con piante» a delimitare le due corsie. Per Repubblica Firenze, che ha snocciolato questi progetti in grande stile, i commercianti sono «contenti» (a differenza di quelli del centro storico, che, informa La Nazione Firenze, si vedranno rincarare il suolo pubblico del 20%): se Dio ne guardi tutto ciò non dovesse realizzarsi o dovesse tardare oltremisura a farlo, probabilmente dalla contentezza si passerà alla constatazione che il New Jersey dovrà, come per i loro nonni, diventare invece una meta di emigrazione. L’industria, infatti, mostra segni tutt’altro che di buona salute: sebbene, secondo uno studio di Ires ripreso anch’esso da Repubblica Firenze come dal Corriere Fiorentino, tra il 2015 e il 2024 gli utili della manifattura sarebbero aumentati del 70%, i salari invece registrano un misero e striminzito +1%. Ergo: profitti sulla carta che non hanno redistribuito né generato ricchezza. 54 licenziamenti sono stati infatti comminati alla Alexander McQueen e i lavoratori di Kering sciopereranno e manifesteranno domani per la tutela dei posti di lavoro e il ritiro del provvedimento, annuncia un trafiletto della seconda testata succitata. Una forbice sociale che continua ad allargarsi, e infatti i ricchi potranno godere di un nuovo, l’ennesimo, resort di lusso: il Consiglio comunale ha approvato ieri (né La Nazione Firenze, né Il Tirreno Firenze hanno specificato chi è stato favorevole e chi no) la convenzione per la ristrutturazione di Palazzo Sassetti onde mutargli la destinazione d’uso, mascherando “ovviamente” il tutto dietro l’ormai trita banderuola dell’«housing sociale». Rimane invece impelagata la Pegaso SRL nel ricorso relativo alla sua, di concessioni: quella dell’Ippodromo Le Mulina, che proprio non vuole riconsegnare al Comune per le necessarie riqualificazioni, ricorda La Repubblica Firenze a proposito della precedente sentenza di marzo, che aveva dato ragione a quest’ultimo. Il fronte del turismo è, per parte sua, completamente fuori controllo: al Corriere Fiorentino addirittura tre residenti di via Ricasoli hanno scritto per denunciare una condizione «da assedio», costretti a non poter uscire di casa per colpa del bivaccare dei turisti nientepopodimeno che sugli scalini dei loro portoni, mentre in viale Amendola hanno ripreso a comparire sempre più numerosi i bus turistici, alcuni persino coprendo la targa con lo scotch. Della criminalità non parliamo: ci basti citare la spaccata di Gavinana, la prima per gli sventurati titolari de «La Verace» che, con l’ormai collaudato trucco del tombino, hanno spaccato la vetrata per rubare…30€ dal fondo cassa (per il Corriere Fiorentino, l’intera cassetta per La Nazione Firenze, che però non ha dato cifre precise). La giustizia, intanto, si concentra ancora sul caso Cocci: La Repubblica Firenze riporta del rinvio a giudizio chiesto per l’ex sindachessa Ilaria Bugetti e per il suo mentore Riccardo Matteini Bresci. Furti e crisi rendono quindi le masse sempre più povere: sia le diocesi che gli organizzatori di matrimoni e feste denunciano, entrambi per tramite de La Nazione Firenze, il drastico calo di nozze, battesimi e comunioni tra il 2006 e il 2024, praticamente dimezzatisi. Distacco dalla fede, meno volontà di prendersi impegni, ma anche ridotta capacità di spesa tra affitti, bollette e carovita hanno concorso al parallelo aumento delle feste informali, più contenute nel numero e nei costi. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli

