Anche a Rovezzano, giù gli alberi per far posto al cemento

chimera

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I fiorentini, inascoltati dalle istituzioni, sono costretti a far sentire la propria voce sui social, ma anche qui spesso trovano filtri e censure allineate alla linea della Giunta

 

È la voce libera di Ribella Firenze a pescare nel mare magnum della censura del Soviet Fiorentino un post che porta all’attenzione dell’opinione pubblica un altro, l’ennesimo, stravolgimento della qualità della vita di molti fiorentini. Doveroso iniziare dal pensiero che ha accompagnato la pubblicazione di questo post tenuto celato: Dispiace – come scrivono i cittadini attivi di Ribella Firenze – leggere questo scritto perché significa che le informazioni non circolano e non si riesce ad arrivare a tutti. Per questo dobbiamo anche ringraziare i tanti gruppi FB di quartiere che non pubblicano i post dei non allineati. Per questa ragione vi chiediamo di condividere il più possibile ogni voce fuori dal coro, che sia la nostra o quella di chiunque altro. La democrazia può essere solida solo se le persone sono a conoscenza di tutte le informazioni e molte opinioni.”

Siccome noi siamo abituati a dare la voce a tutti, anche a quelli controcorrente e scomodi, nella certezza che solo nel confronto le idee si sviluppino, ecco perché vogliamo dare voce a questa segnalazione che arriva dal cuore (verde) di Coverciano. Alcuni residenti della zona, preoccupati dagli imminenti lavori della tramvia che trasformeranno per sempre il paesaggio visibile dalle loro finestre – in una delle aree più verdi di Firenze – segnalano che, a ben vedere i progetti dei lavori, da via della Chimera a via Matteo Marangoni verranno tolti diversi alberi e molto prato. Alberi che sono lì da oltre 40 anni e che verranno sacrificati per trasformare una piccola via senza sbocco in una strada a doppio senso.

Nel mezzo, due cantieri cementificheranno fra cinque blocchi di case dove abitano centinaia di persone che avevano scelto un’area periferica a verde e che si ritroveranno, da qui ai prossimi anni, senza verde e senza un sonno tranquillo: prima per i lavori dei cantieri e dopo sia per il traffico veicolare sia per lo sferragliare del trenino novecentesco che lì dovrà curvare.

Perché non fermarsi al Gignoro invece di arrivare alla stazione di Rovezzano? Perché, inoltre, per realizzare un parcheggio scambiatore asfalteranno mezzo parco del Mensola, alla faccia di “faremo più verde e siamo tutti green”. Peccato che nessuno sappia e che nessuno abbia mai voglia di manifestare il dissenso, concludono i residenti della zona. E come dargli torto.