Via Gioberti tra degrado e caos: il fallimento di una riqualificazione promessa (e disattesa)

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Negli intenti del comune, “una riqualificazione mirata a valorizzare la mobilità pedonale, con l’obiettivo di renderla agevole e sicura”. Ma la realtà è ben diversa

 

La riqualificazione attesa da anni di via Gioberti, realizzata con grandi promesse e speranze nel 2018 per la spesa di 800.000 euro, sembra, a vedere oggi lo stato della strada, avvenuta molti anni prima. Qualcosa è andato storto? Pare davvero di sì se – come è ancora facilmente leggibile nei comunicati stampa dell’epoca presenti in rete civica – “il processo di riqualificazione di via Gioberti è un intervento mirato in particolare a valorizzare la mobilità pedonale, con l’obiettivo di renderla agevole e sicura.”

I rendering del progetto di riqualificazione della strada presentati nel 2016

Ricordiamo che quel progetto – ancora prima dell’aranceto di via Cavour – doveva essere un simbolo della valorizzazione di una delle strade fiorentine a più alta vocazione, sia residenziale che commerciale, prima che si decidesse di consegnare la città al mangificio e allo shopping online.

I lavori, ricordiamo, interessarono soprattutto i marciapiedi, che sono stati ampliati e per i quali si è utilizzato il lastrico in pietra forte fiammata, delimitata da una lista nello stesso materiale nel tratto che va da via Cimabue a piazza Beccaria. La stessa pavimentazione è stata proposta anche in corrispondenza degli incroci, dove sono state realizzate “isole pedonali protette” con dissuasori di sosta, fioriere, sedute e paletti para pedoni. Rimane però non realizzata – prevista solo nel progetto – una pavimentazione in cemento artistico intarsiata.

Solo otto anni dopo, con lo scempio dei lavori della tramvia che sta cementificando e deturpando per sempre piazza Beccaria, cosa rimane dei lavori di via Gioberti? Solo degrado e caos. Qualcosa è andato storto davvero? La realtà è sotto gli occhi di tutti i frequentatori della zona e la denuncia arriva dal comitato dei cittadini di zona (via Luca Landucci – piazza Alberti – via Gioberti – piazza Beccaria – piazza Oberdan – lungarno del Tempio – lungarno Colombo), che ha scritto, per ora senza alcuna risposta, a tutte le autorità competenti.

Oltre all’aumento dell’insicurezza, con molte spaccate e furti nei negozi della via e la presenza costante di spaccio di sostanze stupefacenti in piazza Oberdan, via Mannelli nei pressi della stazione di Campo di Marte e fra i giardini di via Campofiore, lungarno del Tempio e giardini Caponnetto, preoccupa il degrado attuale.

Della riqualificazione di via Gioberti oggi restano solo poche panchine scrostate e arrugginite (già di per sé esteticamente orrende), molte delle quali sono rotte o sparite; stesso destino per le fioriere sopravvissute, ricettacolo di spazzatura di ogni tipo, che i fiori e le piante forse hanno visto solo il giorno dell’inaugurazione. Dei paletti che dovevano proteggere i pedoni ne sono rimasti solo alcuni sporadici, e le isole pedonali, così come i marciapiedi allargati, sono diventate comodi posti per furgoni e furgoncini, occupati in assenza di segnaletica. La celebre pietra forte fiammata è oggi uno dei simboli del degrado, con ampie sgorature di unto e altri danni che dimostrano una scelta sbagliata e l’assenza di una pulizia costante.

La sosta selvaggia costringe anziani, mamme con passeggini e tutti i pedoni a scendere pericolosamente in strada per proseguire. E che dire del tratto fra via Cimabue e piazza Beccaria, dove la sosta selvaggia – anche in terza fila – è la regola, bloccando spesso la circolazione, considerando anche i grossi camion che riforniscono il vicino supermercato, spesso intrappolati nella curva verso piazza Beccaria.

Le rastrelliere per bici promesse sono poche, e ogni paletto dei marciapiedi diventa luogo dove legare biciclette, a scapito dei pedoni. Anche il manto stradale soffre di molte buche e avvallamenti che durante i temporali causano allagamenti a ingressi di palazzi e cantine e rendono pericolosa la circolazione di motorini e biciclette. E a proposito di biciclette, nonostante la contestata pista ciclabile di via Scipione Ammirato – pressoché deserta e causa di costante traffico nell’imbuto di piazza Alberti – vanno segnalate le continue scorribande dei ciclisti in contromano nella stretta via Gioberti, con i riders che corrono contromano e sui marciapiedi a forte velocità per rincorrere l’algoritmo. Benvenuti in via Gioberti, simbolo di un ennesimo fallimento.

Foto Copertina: Sailko su Wikimedia Commons