La Lega apre un canale diretto con i cittadini: nasce una chat WhatsApp le per segnalazioni

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Il numero whatsapp diventerà strumento di partecipazione e, al tempo stesso, leva di opposizione politica

 

Un numero WhatsApp per trasformare le lamentele diffuse in pressione politica organizzata: la Lega lancia un canale diretto con i cittadini e prova a ridefinire il rapporto tra istituzioni e territorio partendo dall’ascolto quotidiano, rivendicato come metodo e necessità, “Riteniamo che sia importante e doveroso come la politica si rapporti quotidianamente con i cittadini per intercettare le loro necessità”, spiegano i promotori dell’iniziativa annunciando l’attivazione del numero dedicato (348/9059096) attraverso cui i fiorentini potranno inviare messaggi per segnalare criticità e disagi nei vari quartieri, un flusso di “alert” che, nelle intenzioni, sarà seguito da sopralluoghi mirati per verificare sul campo le problematiche e costruire un’azione amministrativa incalzante.

L’obiettivo dichiarato è chiaro e senza sfumature: “Faremo da attento pungolo nei confronti dell’amministrazione comunale, a cui non faremo sconti, anche con l’ausilio di specifici atti consiliari”, una linea che si traduce in priorità precise — sicurezza, viabilità e carenza di case popolari — ma che promette di allargarsi a tutte le segnalazioni raccolte, trasformando il numero in una sorta di sportello politico permanente; dietro l’operazione, firmata tra gli altri dall’onorevole Tiziana Nisini, dal capogruppo in Consiglio comunale Guglielmo Mossuto e dal segretario provinciale Federico Bussolin insieme ai consiglieri di Quartiere Barbara Nannucci e Stefano Nencioni, c’è anche una critica frontale all’attuale gestione cittadina, accusata di distanza e inefficacia: “Bisogna uscire dal Palazzo e dialogare con i fiorentini: solo così si potrà avere un reale quadro dello stato di una città che è, ahinoi, complessivamente disastroso, a causa di anni di colpevole malagestione targata Pd, un affondo che accompagna il lancio di uno strumento pensato per portare il conflitto politico fuori dalle aule istituzionali e dentro la quotidianità urbana, dove ogni segnalazione può diventare un caso e ogni caso un atto di pressione.