Elezioni, Carli (Pd): «Il verde misura la qualità della vita. Prato abbia il coraggio di diventare una città modello»

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PRATO – «Il verde misura la qualità della vita. E oggi deve diventare una consapevolezza comune». Parte da questa riflessione l’intervento di Edoardo Carli, candidato consigliere comunale a Prato nella lista del Partito Democratico a sostegno di Matteo Biffoni sindaco, che rilancia il tema ambientale come priorità concreta per il futuro di Prato.
«Le tematiche ambientali non possono più essere considerate un semplice “di più” – afferma Carli –: incidono ogni giorno sulla nostra salute, sulle nostre città, sul modo in cui viviamo gli spazi. E ormai è evidente: nessuno può davvero preferire la cementificazione a una città più verde, più vivibile, più umana». Secondo Carli, le esperienze europee dimostrano che la transizione ecologica può diventare anche uno strumento di partecipazione civica. «Le grandi città europee stanno andando in questa direzione. Anche Firenze, con il progetto dei Custodi del Verde, ha scelto di trasformare la transizione ecologica in un’azione collettiva: cittadini e associazioni collaborano con il Comune per prendersi cura degli spazi pubblici, monitorare il verde urbano e contribuire al benessere della comunità».
Da qui la proposta per Prato. «La nostra città deve avere l’ambizione di fare ancora meglio: diventare una città modello, capace non solo di rispettare le politiche europee, ma di guidarle a livello locale, diventare un esempio». Per il candidato Pd servono «scelte chiare», a partire dal rafforzamento della forestazione urbana, dalla valorizzazione del verde “selvaggio” lungo fiumi e torrenti, fino agli investimenti nei grandi parchi cittadini. Centrale anche il tema educativo: «Dobbiamo educare alla cura della natura e degli spazi comuni fin dall’infanzia. Serve un cambio di passo culturale che ci veda tutti coinvolti. I tempi sono maturi per questo».
Carli propone quindi l’istituzione anche a Prato di una rete dei “Custodi del Verde”. «Penso a una modulistica semplice per i privati che vogliono adottare e curare spazi pubblici, allo sviluppo di nuovi patti di collaborazione tra associazioni e Comune, ma anche a un supporto formativo e organizzativo diretto da parte dell’amministrazione».
Non solo: «L’impegno civico deve essere riconosciuto concretamente, ad esempio attraverso crediti formativi per gli studenti che partecipano a questi percorsi, in modo da rendere l’intero percorso più appetibile e virtuoso».
«Il verde cresce meglio quando è vissuto, curato e sentito come proprio – conclude Carli –. La bellezza è cura. Solo costruendo un’alleanza tra pubblico e privato possiamo davvero trasformare la nostra città».