Prossima fermata: Ideologia e Carrello Spesa. Benvenuti sulla Tramvia 3.2.1
Non bastava la Fi-Pi-Li, quella meravigliosa arteria stradale che sembra essere stata disegnata col righello da un geometra della grande distribuzione, capace di sfornare svincoli ad hoc per ogni punto vendita Coop nel raggio di pochi chilometri, ignorando magari borghi storici ma mai il reparto surgelati.
Il modello “spesa e mobilità” ormai ha fatto scuola e la tramvia fiorentina non poteva certo essere da meno. Lo abbiamo già visto con la linea T1, dove la fermata Nenni-Torregalli è un piccolo capolavoro di umorismo urbanistico: l’ospedale è un miraggio a oltre un chilometro di distanza, ma in compenso puoi praticamente parcheggiare il tram tra i carrelli della Coop di Ponte a Greve.
Un copione che si ripete fedelmente per la nuova linea 3.2.1, che con un guizzo di coerenza terminerà la sua corsa a soli 250 metri dal supermercato Coop di Bagno a Ripoli. Tuttavia, siccome la comodità logistica non basta a saziare lo spirito, la Commissione Cultura e Sport ha deciso di alzare l’asticella. In un momento storico in cui Firenze brilla per la rapidità dei cantieri — si pensi alla velocità fulminea con cui (non) procedono i lavori allo Stadio Franchi, al Padovani o al degrado in cui galleggiano le piscine Costoli e Paganelli — il presidente Marco Burgassi (PD) e il consigliere Enrico Ricci (PD) hanno trovato il tempo di affrontare la vera urgenza della città: il “sotto-nome” delle fermate. Perché limitarsi a un banale riferimento geografico quando si può trasformare ogni pensilina in un santuario dell’identità politica? L’apice di questo sforzo intellettuale è stato raggiunto con la fermata Giannotti, che d’ora in poi sarà ufficialmente “Giannotti – Circolo Vie Nuove”.
Un omaggio doveroso a una storica roccaforte dem che da ottant’anni garantisce il presidio democratico nel cuore di Gavinana. È rassicurante sapere che, mentre i tifosi si chiedono dove vedranno la partita e i nuotatori dove faranno un tuffo, la maggioranza in Palazzo Vecchio si preoccupi di mappare la città secondo le coordinate dei circoli ARCI. La Commissione si è persino riservata il diritto di intervenire sulle linee già esistenti, chissà che non si riesca a trovare un riferimento socio-culturale anche per la fermata della Stazione, magari dedicandola a qualche ufficio burocratico particolarmente caro alla giunta. In fondo, la mobilità fiorentina è diventata questo: un lungo tour guidato tra un circolo e un carrello della spesa, dove l’importante non è arrivare in orario, ma scendere dalla parte giusta della tessera elettorale.
