Per la svolta urbanistica occorre ripartire dai rioni

I cittadini di San Gallo attendono la sindaca

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di Alberto Di Cintio

Il recente contributo, assai modesto, elargito dall’Amministrazione Comunale per il funzionamento dei Consigli di Quartiere, più che un primo passo per un miglioramento funzionale, appare invero come un passo indietro per la promessa di piena rivisitazione del decentramento. Si aprono quindi concreti dubbi sulla volontà e capacità di mettere in campo una necessaria e urgente riforma di sistema.

Che fare allora? Come documento Per una svolta urbanistica a Firenze, abbiamo indicato di ripartire da un modello di partecipazione popolare che possiamo definire senza dubbio storico per Firenze, la città che fin dall’anno mille si era organizzata in Gonfaloni.

Proponiamo, quindi, di cominciare ad elaborare un nuovo progetto di costruzione dal basso della governance pubblica con la creazione dei rioni per la rappresentanza e gestione dei beni comuni. La natura geografica e sociale del rione permette, infatti, ai rappresentanti di conoscere le caratteristiche del proprio territorio, di avere maggior contatto diretto con cittadini e problemi e di concordare la cooperazione coi cittadini alla gestione dei beni comuni. I rappresentanti rionali avranno possibilità di indicare, quindi, il modo con cui risolvere problemi concreti quotidiani, non tutti, ma ciò che è più semplice decidere al livello del rione, secondo il principio della sussidiarietà.

Questo livello di rappresentanza sarà anche il luogo in cui potranno essere sperimentate forme di democrazia partecipativa, assemblee consultive e di indirizzo, modalità di incarico basate sul sorteggio di persone interessate, anziché sulla competizione elettorale, modalità decisionali basate sul metodo del consenso.

Una organizzazione più capillare e orizzontale quale quella rionale consentirà anche una maggior facilità di stipulare patti di collaborazione con associazioni, gruppi, singoli cittadini, finalizzati alla custodia, valorizzazione, manutenzione, dei beni comuni locali.