Dopo i commercianti delle zone interessate, anche gli interventi degli ascoltatori di Lady Radio restituiscono una netta prevalenza di posizioni contrarie. Un dato che conferma un malessere sempre più evidente
L’altro ieri, su Lady Radio, nelle interviste ai commercianti delle zone interessate dalla futura 3.2.2, era emersa una tendenza piuttosto evidente: il dissenso verso il progetto è forte e diffuso. Ieri mattina poi è arrivata un’altra conferma: tra gli interventi classificabili degli ascoltatori, il risultato è stato netto: 77,2% contrari e 22,8% favorevoli. In altre parole, più di tre interventi su quattro erano contrari alla tramvia 3.2.2.
Non si trattava di un sondaggio scientifico e non pretendeva di rappresentare statisticamente tutta Firenze. Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidare questa tendenza come una semplice casualità. Perché c’è un elemento che non può essere ignorato: è cambiato il sentimento della città. E non è cambiato per caso. È cambiato perché Firenze sta vivendo sulla propria pelle l’esperienza dei cantieri della 3.2.1 per Bagno a Ripoli. Un intervento svolto con una programmazione che si sta dimostrando tutt’altro che impeccabile. Commercianti letteralmente murati vivi, attività messe a dura prova, viabilità stravolta e nodi ancora irrisolti, come quello del ponte Da Verrazzano. E mentre i problemi della 3.2.1 sono ancora sotto gli occhi di tutti, si chiede ai fiorentini di guardare alla 3.2.2 e fidarsi nuovamente dello stesso modello.
Ma la gente non vive di rendering. Vive la realtà. Vive i cantieri, vive i disagi, vive le attività commerciali in difficoltà, vive le strade trasformate e soprattutto vede come vengono affrontati i problemi quando arrivano. Ed è proprio questa esperienza concreta che sta facendo crescere dubbi e proteste sulla 3.2.2. La città sta vedendo, valutando e traendo le proprie conclusioni. Ieri i commercianti. Oggi gli ascoltatori. E la tendenza che emerge è la stessa: il dissenso è forte, molto più forte di quanto il racconto ufficiale della tramvia lasci intendere.
A questo punto diventa difficile continuare a raccontare una città entusiasta mentre una parte sempre più visibile dei cittadini chiede di fermarsi, discutere e ripensare le scelte. Perché i cittadini sono quelli che dovranno vivere con i cantieri, la nuova viabilità e le conseguenze delle decisioni prese oggi.

