Firenze al centro delle relazioni tra Italia e Cina. La Console Yin Qi: «Noi polo dell’innovazione mondiale». E l’interscambio vola

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Il ricevimento del Consolato cinese al St. Regis affacciato sul Lungarno Amerigo Vespucci.

 

Interscambio record oltre i 70 miliardi di dollari per cinque anni di fila e già 42,9 miliardi solo nel primo semestre del 2026, in crescita del 20%. E una Toscana sempre più al centro del ponte tra Pechino e Roma. Lo ha rivendicato la Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Yin Qi, nel discorso per il 77° Anniversario della Fondazione della Repubblica Popolare Cinese, celebrato sulle rive dell’Arno, al St. Regis in Piazza Ognissanti.

Davanti alle autorità toscane, imprenditori e comunità cinese del distretto, la Console ha parlato di «Opportunità Cina 2.0» e di un modello alternativo all’Occidente.

«La Cina è diventata la seconda economia mondiale, la prima potenza manifatturiera, il primo Paese al mondo per il commercio di merci», ha affermato Yin Qi, sottolineando che «il suo contributo alla crescita economica globale si mantiene da molti anni consecutivi intorno al 30%».

Sul momento economico, la Console ha indicato «il primo anno del Quindicesimo Piano Quinquennale» con «una crescita del 4,7% nel primo semestre» e «una grande vitalità e forte resilienza», citando come simboli del salto tecnologico «i chip sviluppati internamente», «i robot umanoidi» e «i prodotti a energia rinnovabile» che «abbracciano il mondo». Da qui, ha detto, «il salto dalla fabbrica del mondo al mercato del mondo e poi al polo dell’innovazione del mondo».

Poi un passaggio politico sul nuovo ordine internazionale. «La Cina, in quanto grande Paese responsabile, tiene alta la bandiera della pace, dello sviluppo, della cooperazione e del mutuo vantaggio», ha scandito, promuovendo «la costruzione di una comunità umana con un futuro condiviso». E ancora: «La Cina si oppone con chiarezza e fermezza all’egemonismo, all’unilateralismo e al protezionismo».

Cuore del discorso, il rapporto bilaterale. «Cina e Italia sono entrambi Paesi di antica civiltà, con una storia millenaria e una cultura fiorente», ha detto Yin Qi. «Sotto la guida strategica dei capi di Stato dei due Paesi, le relazioni sino-italiane hanno mantenuto uno sviluppo sano e stabile, diventando un modello di rispetto reciproco, di parità e di cooperazione a mutuo vantaggio tra civiltà e sistemi sociali diversi».

Poi il focus toscano: «Imprese cinesi hanno partecipato alla Mostra Internazionale dell’Artigianato a Firenze e a Pitti Uomo; la Regione Liguria ha preso parte per la prima volta, come ospite d’onore, alla quarta edizione della China International Supply Chain Expo».

E sul fronte culturale: «La docuserie coprodotta “Toscana: Rinascimento Senza Fine” è approdata sui teleschermi di China Media Group; capolavori rinascimentali delle Gallerie degli Uffizi sono giunti a Pechino; una nuova sede del Museo Leonardo da Vinci è stata inaugurata a Sanya».

«Sul Piazzale Michelangelo si è respirata appieno l’atmosfera del Capodanno cinese; sotto il Ponte Vecchio, sull’Arno, si sono svolte gare di barche drago», ha ricordato, parlando di «solo alcuni esempi della nostra interazione reciproca».

In chiusura, l’appello della Console: «Il Consolato è disposto a lavorare fianco a fianco con tutti gli amici, unendo gli sforzi e creando sinergie, per elevare la cooperazione tra città gemellate a nuove vette, ampliare nuovi spazi di cooperazione economico-commerciale, arricchire di nuovi contenuti gli scambi culturali».

E l’auspicio finale: «Che Cina e Italia siano prospere e pacifiche e i loro popoli vivano in serenità e benessere! Che l’amicizia sino-italiana duri di generazione in generazione e si rinnovi sempre!».