Nessuna pietà per i bus turistici, ma vanno considerati anche gli autisti. Arriva l’esposto sul cubo nero, PD sempre più diviso su Peretola. La Firenze sui giornali di martedì 6 ottobre

bus1

Condividi sui social

Nell’occhio dell’incessante ciclone fiorentino si trovano adesso, inaspettatamente, i pullman turistici. Dall’inizio dell’anno ne sono stati infatti sanzionati 1.233 per aver fatto il loro ingresso in città senza l’apposito contrassegno, col consigliere Masi (M5S) che in Consiglio comunale spinge per misure ancora più stringenti, come l’abolizione dello sconto del 75% sui permessi da tre ore, che annacquano decisamente la propaganda dell’assessore Giorgio sulla «lotta ai bus turistici». La Nazione Firenze rincara la dose somministrata ai lettori da La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino e parla anche dei contestuali «controlli a tappeto» insieme ai «contrassegni sospesi». Vero è, però, che neanche gli autisti vivono, per così dirla, nel “migliore dei mondi possibili”: curiosamente, tutti e tre hanno pubblicato un’intervista palesemente alla stessa persona, ma sotto nominativi diversi, appena trentenne, proveniente dalla provincia di Salerno e già ritornatavi a causa delle sempre crescenti tensioni e aggressioni sul lavoro, reso sempre più pesante dai cantieri e dal traffico che spesso allungavano oltremodo i turni, con nessuna possibilità di sbagliare per il rischio del ritiro della patente e di indagini penali. Non è il suo l’unico caso: FILT CGIL, FIT CISL, Uiltrasporti e UGL Autoferrotranvieri, citati da La Nazione Firenze, contano una media di una dimissione a settimana, il 5% del corpo totale dall’inizio dell’anno, principalmente per «affitti alti, aggressioni e tempi di percorrenza impossibili», nemmeno la penale da pagare per essersi licenziati prima dei tre anni successivi al termine dei corsi in accademia li spaventa. Sabato, peraltro, annuncia il Corriere Fiorentino in un trafiletto, è in programma uno sciopero dei lavoratori della tranvia proclamato da COBAS Lavoro Privato, che chiede «migliori condizioni di lavoro» e denuncia «criticità su turni, sicurezza, pulizia e manutenzione dei tram, oltre a errori in busta paga», «ricollocamenti per chi non è più idoneo alla guida, indennità più alte e pause adeguate al capolinea». E al capolinea sono arrivate del pari diverse pratiche illecite: le multe di cui in apertura non sono state comminate solo ai bus turistici, ma anche, apprendiamo da La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, che 20 ne sono fioccate tra i banchi del mercato di San Lorenzo, per un totale di circa 10.000€, riguardanti la mancata esposizione dei prezzi e l’occupazione di suolo pubblico oltre i tempi consentiti dalla licenza. Altre 10 sono andate, in 160 controlli, alle guide turistiche abusive, che ora addirittura si fanno autopromozione su internet, ha scoperto la seconda. Ma la giustizia si trova altresì di fronte ai ricorsi del fondo immobiliare privato Kalon, dietro cui si muove l’imprenditore statunitense Tom Barrack, vicinissimo a Donald Trump, che torna al TAR per far “sbloccare” gli affitti brevi da esso gestiti e ottenere un risarcimento per i «danni patrimoniali subiti», si racconta su Repubblica Firenze. Affondano il colpo, sul fronte del cubo nero, i consiglieri Sabatini (Lista Schmidt), Chelli e Sirello (Fratelli d’Italia) con un esposto alla Guardia di Finanza a proposito della «catena dei controlli» sulle varie fasi dei lavori, giunge notizia da La Nazione Firenze. E mentre la giunta Funaro cerca di intestarsi la battaglia contro la chiusura dell’RSA Le Civette (La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino), l’assessore Biti si lascia andare a un’uscita infelice, riecheggiata su quest’ultimo, circa il «maggior decoro» che si avrebbe adesso con l’albergo di lusso in via Bolognese che ha spianato una collina e i suoi ulivi, tutto, ovviamente «regolare» a rigor di Soprintendenza. Ora è definitivamente chiaro il perché di tanto degrado, se questa è l’idea piddina di “decoro”. Fortunatamente, i dem sono sempre più divisi al loro interno sull’opportunità di effettuare l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola: la base dei giovani è «nettamente contraria», ma la linea del partito in città «non cambia». Sono probabilmente queste le contraddizioni alla base del silenzio scelto dai vertici, che ironicamente il consigliere Grazzini (Italia Viva), autore di una domanda proprio sull’aeroporto rimasta senza risposta dall’assessore Bettarini, assente, ascrive alla “tattica”, da essi sempre utilizzata, di «fingersi morti». In tutto questo sono sempre i cittadini a dover pagare: per il restauro della facciata di Palazzo Vecchio a seguito dell’incursione di Next Generation nel 2023, che in molti hanno ritenuto premeditata e organizzata anche con la complicità dell’ex sindaco Nardella e dei giornalisti, i costi salgono da 40.000 a 62.000€. Non lo avremmo mai saputo senza la domanda di Sabatini, il quale vuole evitare che tale rincaro vada a pesare, come già tutti gli altri, sulle nostre tasche. (JCM)