Non c’è pace per Montedomini. Un guaio dietro l’altro per l’antica e nobile realtà fiorentina, che adesso deve «lottare» contro una colonia di ratti
Le proprietà di Montedomini hanno bisogno di cura. Dal chiostro di Sant’Agnese, topi e ratti infestano tutta via Guelfa. Pare una notizia inventata, ma, ahimè, è la realtà. Nei giorni scorsi, l’associazione «Salviamo Firenze per Viverci» è stata contattata da cittadini residenti in via Guelfa, al civico 75 e nelle zone limitrofe, verso via Nazionale, che hanno segnalato una situazione prevedibile, alla quale non avevamo pensato. La struttura collocata al civico 79, l’ingresso nobile di Sant’Agnese, vuota ormai da 13 anni, è infestata da una colonia di topi.
«Il nostro incontro al civico 75 con il signor Calamai – racconta Massimo Torelli – è avvenuto giovedì 1° ottobre, quando abbiamo ricevuto l’esposto presentato il 28 settembre all’Azienda USL Toscana Centro». Un esposto corredato da fotografie di alcuni topi rinvenuti nella zona e da un resoconto dettagliato delle diverse richieste di intervento inoltrate nei mesi scorsi alla struttura di Montedomini.
Il signor Calamai è, tra l’altro, entrato personalmente a Sant’Agnese, al civico 79, il 24 settembre. Ecco come ha sintetizzato ciò che ha visto: «È stata completamente lasciata andare e abbandonata a se stessa, senza alcun tipo di manutenzione da oltre 13 anni! Tra l’altro, al suo interno è presente un’enorme area verde in condizioni indegne, che ho potuto verificare con i miei occhi».
Dal giardino del civico 77 è stato facile individuare il passaggio dei roditori dalla struttura di Sant’Agnese alle proprietà vicine: i ratti passano sopra il tetto della vecchia centrale termica. Domenica 4 ottobre, il vicino del signor Calamai ha trovato altri due ratti. Lunedì 5 ottobre, invece, c’è stato probabilmente un primo intervento da parte di una squadra di giardinieri, anche se non sappiamo se sia stato richiesto dall’USL.
«Bene, se così è, ma non è certo sufficiente. Serve che l’intervento venga completato e che si affronti una situazione di emergenza sanitaria per liberare l’immobile dai roditori. È inoltre necessario che i cittadini, che da mesi convivono con questo problema, vengano informati sugli interventi previsti. Poi c’è il tema politico, che si impone – prosegue Torelli –: l’intero patrimonio di Montedomini ASP ha bisogno di cura. Scoprire, a distanza di quasi tre mesi dall’esplosione dell’attenzione mediatica, che un bene pubblico tutelato dai Beni culturali sia mantenuto in queste condizioni è davvero sorprendente e inaccettabile, perché i ratti a Sant’Agnese non sono certamente i gatti del Colosseo. Chiediamo un sopralluogo della Soprintendenza e del Consiglio comunale per verificare lo stato di conservazione dell’immobile. Lo ribadiamo: Sant’Agnese e tutti i beni di Montedomini hanno bisogno di cura e attenzione. Sembra evidente che chi avrebbe dovuto garantirle e si è impegnato, in questi due mesi, a cambiare passo non lo stia facendo. Cosa si aspetta a commissariare la struttura?»


