Un tempo l’architettura fiorentina era un aulico modello internazionale. Brunelleschi, Michelucci, il rapporto tra contemporaneo e monumento. Stilemi, forme, eleganza e armonie celestiali. Oggi esportiamo cubi neri. Dall’Arno al Bisenzio.
È comparso sul Bastione delle Forche di Prato, architettura militare medicea del Cinquecento, un volume nero a pianta quadrata. Terrazza panoramica, acciaio e vetro oscurato. A Prato qualcuno lo ha già accostato, per forme e materiali, alle discusse architetture cubiche fiorentine finite al centro di polemiche (e di un fascicolo della Procura).
Può piacere o no. Non è questione solo di gusto. È questione di atti, di soldi pubblici e di tutela.
Da fortificazione medicea a ristorante panoramico: 14 anni di cantiere
Il Bastione delle Forche fa parte del sistema difensivo voluto dai Medici nel XVI secolo. Acquistato dal Comune nel 1992, è oggetto dal 2012 di un lungo percorso di recupero:
- 2012: prima gara di restauro da 1,25 milioni di euro, IVA esclusa;
- 2014: l’amministrazione annuncia la volontà di realizzare un bar-ristorante sulla terrazza;
- 2019: aggiudicazione della riqualificazione nell’ambito del progetto PRIUS;
- 2023: variante in corso d’opera con +390.000 euro sull’importo lavori;
- Settembre 2026: il Comune annuncia la fine dei lavori;
- 2027: previsto il bando di gestione per il ristorante (che nascerà dentro il cubetto).
3,4 milioni: ma il consuntivo?
Investimento complessivo dichiarato: 3,4 milioni di euro, di cui 2 milioni di finanziamento ministeriale e 1,4 milioni di risorse comunali.
Su 3,4 milioni di denaro pubblico, la città ha diritto a un consuntivo dettagliato. Quanto per lavori, quanto per varianti, quanto per spese tecniche, progettazione, direzione lavori, collaudi, somme effettivamente pagate alle imprese.
Il nodo: chi ha autorizzato il cubetto nero su un monumento?
Il Bastione è bene sottoposto a tutela monumentale e paesaggistica. Ogni intervento deve avere parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Ed è qui che si apre il punto sollevato dal consigliere comunale di L’Alternativa c’è, Jonathan Targetti: «Sul Bastione delle Forche è comparso un cubo nero che ricorda, per forme e materiali, certe architetture fiorentine che hanno fatto molto discutere, fino all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura. Quello che conta è come è stato progettato, quanto è costato e quali autorizzazioni ha ricevuto. Il complesso è sottoposto a tutela e la documentazione del restauro prevedeva il coinvolgimento della Soprintendenza. Resta però da verificare l’atto relativo al nuovo cubo nero: quale progetto è stato autorizzato? Con quali prescrizioni su materiali, colori e inserimento nel contesto storico? Su questo depositerò a breve una richiesta di accesso agli atti. Conoscendo il rigore della Soprintendenza anche sul semplice cambio di colore di una persiana in un palazzo storico, fatico davvero a capire come si sia potuto dare il via libera a questo cubo nero contemporaneo su un bastione del Cinquecento».
La questione non è polemica, è tecnica. La stessa Soprintendenza che a Prato e a Firenze impone prescrizioni severissime su infissi, cromie e insegne nei centri storici, quale parere ha espresso su un volume nero contemporaneo innestato su un bastione mediceo?
Quale progetto esecutivo? Con quali tavole? Con quali prescrizioni su reversibilità, materiali, impatto paesaggistico?
La Firenze che Vorrei pone pubblicamente alcuni quesiti
- Qual è il progetto esecutivo autorizzato per il volume nero in terrazza e quale parere della Soprintendenza lo accompagna, con relative prescrizioni?
- Qual è il quadro economico consuntivo finale dei 3,4 milioni, distinto per lavori, varianti, spese tecniche e importi liquidati?
- Quale sarà il modello gestionale del bando 2027 per il ristorante e quale canone di concessione è atteso a fronte dell’investimento pubblico?



