Il timore del consigliere è che il costo dell’incendio possa ricadere indirettamente sui cittadini, già alle prese con i disagi del trasporto pubblico e con l’aumento del biglietto. Lunedì le domande alla giunta
Tre milioni di euro di danni, 19 autobus indisponibili e una domanda che rischia di pesare quanto le fiamme divampate nel deposito di Autolinee Toscane in viale XI Agosto: chi pagherà il conto dell’incendio?
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi chiama in causa i vertici dell’azienda e mette subito un punto fermo sulla questione economica: «Intanto chiediamo che a pagare non sia la Regione». Una presa di posizione che nasce dalla preoccupazione per le possibili ricadute sui cittadini, già alle prese con i disagi quotidiani del trasporto pubblico e con il recente aumento del biglietto. «I cittadini subiscono quotidianamente disagi e hanno mal digerito l’aumento del biglietto, non gravino su di loro ulteriori costi», afferma Draghi, che chiede di fare chiarezza tanto sui danni materiali quanto sulle perdite economiche provocate dalla temporanea indisponibilità dei mezzi. «Ci sono 19 mezzi indisponibili: chi paga sia danno emergente che lucro cessante?», domanda il consigliere, sollevando anche il tema del mancato servizio e delle conseguenze economiche per l’azienda.
Ma il nodo centrale resta quello assicurativo: se il risarcimento non dovesse arrivare, Draghi ritiene che i vertici di Autolinee Toscane debbano interrogarsi sulla propria permanenza ai vertici. «Se l’assicurazione non pagherà i danni è giusto che presidente e direttore di Autolinee Toscane valutino le dimissioni», dichiara. Un’altra questione riguarda le cause dell’incendio e la sicurezza dell’area. Il consigliere richiama l’ipotesi di un cortocircuito, senza presentarla come una causa accertata, e da qui pone un interrogativo sulla sorveglianza del deposito: «Un cortocircuito potrebbe essere la causa, allora significa che nessuno, fisicamente o attraverso telecamere, sorveglia i depositi». Un’affermazione che apre un fronte di verifica sulle modalità di controllo e prevenzione, sul quale saranno necessari elementi concreti per stabilire eventuali responsabilità. La partita politica si sposta ora in Consiglio comunale: Draghi ha annunciato che lunedì presenterà una domanda di attualità alla giunta per ottenere chiarimenti sull’accaduto, sulla copertura assicurativa, sulla gestione dei danni e sulle misure di sicurezza. Resta da capire chi sosterrà effettivamente i costi e quali risposte arriveranno dai soggetti coinvolti. Perché, oltre agli autobus distrutti e al servizio da riorganizzare, c’è una questione che l’amministrazione e l’azienda non potranno eludere: garantire trasparenza sui costi dell’incendio ed evitare che eventuali conseguenze economiche finiscano per gravare, direttamente o indirettamente, sugli utenti.

