Andrea Giorgio annuncia la scomparsa dei cantieri entro fine anno, ma un provvedimento comunale autorizza lavorazioni rumorose, anche notturne, fino al 30 aprile 2027. E sul ponte Da Verrazzano mancano ancora certezze sui tempi.
Ieri, in radio, l’assessore Andrea Giorgio non ha usato formule prudenti. Ha dichiarato che entro la fine dell’anno i cantieri della tramvia «spariranno dalla città», che avremo «i binari ovunque» e che finiranno di sistemare il ponte Da Verrazzano. Un annuncio netto, con una scadenza precisa: 31 dicembre 2026.
Peccato che il comunicato istituzionale del Comune racconti una situazione che richiede almeno qualche chiarimento: il 1° ottobre è stata autorizzata una deroga acustica per i lavori della linea 3.2.1, anche in orario notturno, fino al 30 aprile 2027. Quattro mesi oltre la data entro la quale, secondo Giorgio, i cantieri dovrebbero essere spariti.
Certo, una deroga acustica non significa automaticamente che i lavori proseguiranno fino ad aprile. Ma se il Comune autorizza lavorazioni rumorose fino alla primavera del 2027 e l’assessore, appena ieri, assicura che entro dicembre i cantieri non ci saranno più, la contraddizione tra il messaggio rassicurante e il quadro amministrativo è evidente e merita una spiegazione. Quali lavorazioni sono comprese nella deroga? Quali cantieri saranno davvero chiusi entro dicembre? E su quali atti si fonda una previsione tanto categorica?
Quanto al ponte Da Verrazzano, il discorso è diverso e le incognite sono ancora numerose. Giorgio parla di finire di sistemarlo, ma restano da chiarire i tempi effettivi degli interventi e le conseguenze sul cronoprogramma della linea. Non è possibile dare per scontato né quando il cantiere sarà concluso né quando la tramvia potrà entrare in esercizio.
Il punto è questo: ai cittadini non bastano gli annunci, servono scadenze credibili e riscontrabili negli atti. Se il Comune autorizza lavori rumorosi fino ad aprile 2027, mentre l’assessore assicura che i cantieri spariranno entro dicembre, spetta a chi governa spiegare come si conciliano queste due prospettive. Altrimenti, tra dichiarazioni ottimistiche e provvedimenti amministrativi, a restare senza una data certa sono ancora una volta i cittadini.

