Ponte da Verrazzano: i numeri che non tornano

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I negozianti di Gavinana denunciano il crollo degli incassi e chiedono aiuti concreti. Ma ora incombe l’incognita del Ponte da Verrazzano

 

«Non lavoriamo più. Gli incassi sono crollati. Il comune non fa niente per noi». È questo, in sostanza, il grido d’allarme che arriva dai commercianti di Gavinana, dove i cantieri della tramvia stanno mettendo a dura prova negozi, bar, ristoranti e attività di servizio.
Dietro le transenne non ci sono soltanto lavori pubblici, deviazioni e modifiche alla viabilità: ci sono persone che ogni mattina alzano la saracinesca senza sapere se e quanti clienti entreranno, quanto incasseranno e se riusciranno a coprire le spese a fine mese e acui non bastano più le promesse che dopo andrà tutto meglio.

E’ il presente che preoccupa. Il quartiere, già alle prese con una viabilità sempre più complicata, si trova a fare i conti con una combinazione di problemi che rischia di mandare tutto in tilt. Le strade cambiano percorso, i parcheggi diminuiscono, raggiungere alcune attività richiede tanta pazienza e spesso si rinuncia e si va altrove.
I gridi d’allarme e le testimonianze raccolte nei mesi scorsi da viale Europa a viale Giannotti raccontano di incassi in forte calo, tavoli che restano vuoti e attività che temono di non riuscire a resistere ancora a lungo.

Uno dei momenti peggiori è arrivato con la chiusura di via Poggio Bracciolini che ha complicato ulteriormente gli spostamenti e l’accesso alle attività commerciali del quartiere nonostante la prematura apertura del ponte-cantiere Nencioni.
Commercianti e residenti hanno denunciato percorsi alternativi difficili da comprendere, disagi per le consegne e problemi persino per chi deve semplicemente raggiungere un negozio a piedi.

E per un’attività di vicinato fondamentale anche per tener vivo il tessuto sociale di un quartiere e garantirne la sicurezza l’accessibilità non è un dettaglio.
Un bar vive anche della colazione consumata prima del lavoro; un negozio ha bisogno che il cliente possa fermarsi senza affrontare un percorso difficile e complicato; un ristorante non può permettersi di perdere una parte consistente della clientela abituale.
Se queste difficoltà si protraggono per mesi si rischia di perdere clienti che non tornano più, mentre affitti, bollette, stipendi e fornitori continuano a essere regolari e a dover essere pagati.
Il problema, dunque e lo ribadiamo fino allo sfinimento non è essere contrari alla tramvia è chiedersi se sia accettabile che il costo immediato di un’opera destinata a migliorare la mobilità futura ricada in modo così pesante su chi oggi vive e lavora lungo il percorso dei cantieri e come mai il cronoprogramma slitta sempre e si promettono addirittura bonus se si finiscono i lavori in tempo quando questa dovrebbe essere la norma.

C’è poi, come se la situazione non fosse già abbastanza difficile, l’ombra dei lavori al ponte Giovanni da Verrazzano. Perché qui la tramvia si ferma a riva destra e riva sinistra dell’Arno.
La relazione tecnica presentata dal Comune lo scorso 12 agosto ha escluso la necessità di demolire la struttura e questa è già una buona notizia, ma ha previsto comunque un intervento di riqualificazione importante della durata programmata di circa sette mesi, con una spesa stimata di sette milioni di euro.

La sindaco e l’assessorato competente hanno confermato l’obiettivo di mettere in esercizio la linea verso Bagno a Ripoli nell‘estate 2027, ma per i cittadini e, soprattutto, per i commercianti di Gavinana la questione non si esaurisce in una data sul calendario anche perché i dubbi che venga rispettata quella considerano i sette mesi di lavori sul ponte non ancora iniziati ad oggi metà otobre sono molti!

Ben venga l’ironia fiorentina di chi mostra un’immagine in bianco e nero di quando negli anni’50 in nome del progresso si smantellò (velocemente) i binari del tram a colpi di piccone, ironia della sorte nella stessa piazza della Libertà dove sono stati rimessi e di chi illustra una tramvia volante a scavalcare il ponte da Verrazzano se alle domande non vengono date risposte.

Quando partiranno gli interventi sul ponte? Ad oggi non esiste una data effettiva di avvio lavori ne sappiamo la loro effettiva consistenza, ne quale impatto ulteriore avranno sulla gestione del traffico.

La nuova linea verso Bagno a Ripoli è un’opera importante per la mobilità fiorentina. Sicuramente una volta in funzione, potrà offrire un’alternativa all’automobile e contribuire a ridisegnare gli spostamenti tra la città e la periferia sud, ma il beneficio futuro non cancella le difficoltà del presente e non può diventare una foglia di fico per chi oggi rischia di perdere il proprio lavoro o di chiudere un’attività costruita in anni di sacrifici.

I fiorentini sono ancora a chiedere un cronoprogramma chiaro. Quando partiranno i lavori sul ponte da Verrazzano e come verranno coordinati con quelli della tramvia?

Perchè a Gavinana la richiesta non è fermare il futuro, è poterci arrivare senza essere costretti a sacrificare il presente.