Tragedia nel cantiere della Foster: un operaio muore travolto da un pilone durante lo scarico

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L’incidente nel cantiere dell’Alta Velocità in via Circondaria. La vittima aveva 30 anni e lavorava da circa un anno e mezzo alla realizzazione della nuova stazione. Un altro operaio è rimasto gravemente ferito, quattro colleghi sarebbero sotto choc. La dinamica è al vaglio delle autorità

 

Ancora una morte sul lavoro a Firenze, ancora una tragedia in un grande cantiere. Nel primo pomeriggio di oggi giovedì 15 ottobre, un operaio ha perso la vita nell’area dei lavori per la nuova stazione dell’Alta Velocità, conosciuta anche come stazione Foster. L’incidente è avvenuto nel cantiere tra via Circondaria e via Onofrio Zeffirini, dove sono intervenuti i soccorritori del 118, la polizia locale, i vigili del fuoco e i tecnici della prevenzione e sicurezza sul lavoro dell’Asl. Secondo le prime informazioni, un altro lavoratore sarebbe rimasto gravemente ferito, mentre altri quattro colleghi sarebbero in stato di choc.

La vittima è Abourabil Ayoub, operaio marocchino di 30 anni, che avrebbe compiuto 31 anni tra due settimane. Lavorava nel cantiere da circa un anno e mezzo ed era un gruista specializzato. La ricostruzione iniziale dell’incidente indica nella caduta di un pilone durante le operazioni di scarico e movimentazione del materiale la causa della tragedia. La struttura sarebbe precipitata mentre veniva trasferita, con l’ausilio di un braccio meccanico, da un camion a un altro. L’operaio si trovava nel cassone del mezzo quando è stato travolto. Le circostanze esatte dell’accaduto restano comunque al vaglio delle autorità competenti.

La tragedia riporta inevitabilmente l’attenzione sulla sicurezza nei cantieri fiorentini. L’incidente è avvenuto infatti a poca distanza dal cantiere Esselunga di via Mariti, dove nel febbraio 2024 morirono cinque lavoratori in seguito al crollo di una trave. Due episodi distinti, con dinamiche da accertare, che riaccendono una questione che non può essere archiviata come una semplice fatalità: la tutela della vita di chi lavora nei cantieri e l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione.

Ora spetterà agli accertamenti ricostruire con precisione le fasi della movimentazione, le condizioni in cui si svolgevano le operazioni di scarico e il rispetto delle procedure di sicurezza. Resta il dolore per la morte di un lavoratore di appena 30 anni e una domanda che torna a imporsi ogni volta che un cantiere si trasforma in teatro di una tragedia: quali misure erano state predisposte per impedire che un’operazione di lavoro si concludesse con la perdita di una vita?