Al Circolo Pescetti, nel rione San Iacopino, il confronto tra residenti e rappresentanti sindacali di Polizia e Guardia di Finanza. Al centro la carenza di organici, il costo degli alloggi e le difficoltà legate alla gestione giudiziaria degli arresti
Un confronto senza filtri sulla sicurezza urbana, la vivibilità dei quartieri e le difficoltà quotidiane operative delle forze dell’ordine. Si è svolto presso il Circolo Pescetti di Firenze l’incontro promosso da Simone Gianfaldoni del Comitato Cittadini Attivi San Iacopino, che ha visto la partecipazione di residenti, esponenti di comitati locali, amministratori di pagine social e i rappresentanti sindacali delle forze di polizia.
Al tavolo dei relatori hanno preso la parola Paolo Di Giorgi (COISP), Claudio Ciacchetta (OSA Polizia), Francesco Pasciuto (SILF Guardia di Finanza) e Antonio Marrocco (SILP CGIL).
Uno dei punti centrali emersi durante la serata riguarda il divario tra il lavoro di prevenzione e repressione svolto sul campo e l’efficacia del sistema giudiziario.
Come sottolineato dagli esponenti sindacali, l’entrata in vigore della Riforma Cartabia e i limiti legati alla procedibilità per sola querela nei reati con pene inferiori ai quattro anni (come furti con spaccata o borseggi) creano spesso una situazione di “porta girevole”: gli agenti arrestano gli autori di reato, ma in assenza di querela o per via delle notifiche impossibili agli indagati senza fissa dimora, questi vengono rilasciati a poche ore dall’arresto.
«La polizia c’è e lavora, ma spesso ci si ritrova ad arrestare le stesse persone che poche ore dopo sono di nuovo sulla strada», è stato rimarcato durante il dibattito, evidenziando come questo meccanismo generi forte frustrazione sia tra gli operatori che tra i residenti.
Altro tema critico è la carenza strutturale di personale. Sebbene i recenti arruolamenti stiano lentamente iniziando a dare i primi frutti, il ricambio generazionale non riesce ancora a coprire i pensionamenti (con un saldo negativo stimato a livello nazionale di circa 1.000 unità all’anno).
A Firenze il problema è ulteriormente aggravato dal caro affitti. Con uno stipendio d’ingresso attorno ai 1.600 euro e canoni locativi proibitivi, mantenere personale stabile in città è un’impresa complessa. A questo proposito, Francesco Pasciuto (SILF GdF) ha illustrato le proposte portate avanti ai tavoli istituzionali con Comune e Regione: l’istituzione di un dipartimento per le politiche abitative e l’ipotesi di incentivi fiscali (come l’azzeramento IMU) per i proprietari che affittano a canone concordato alle forze dell’ordine.
Nel corso degli interventi dei cittadini e delle rappresentanze di quartiere sono emersi con forza i problemi legati al degrado diffuso, alle spaccate alle auto, al fenomeno dei minimarket aperti fuori orario, ai bivacchi e allo spaccio in aree critiche come la Stazione di Santa Maria Novella o le Cascine.
I rappresentanti sindacali hanno ribadito l’importanza fondamentale delle segnalazioni e delle denunce formali: pur comprendendo la stanchezza dei residenti, la tracciabilità delle denunce è l’unico strumento che permette alle autorità di mappare i reati e richiedere un potenziamento dei controlli nelle zone più a rischio. Si è inoltre discusso dell’importanza di investire sulla prevenzione, sul controllo capillare del territorio e sulla necessità di intercettare le situazioni di disagio sociale prima che sfocino in condotte criminali.


