Il Consiglio Comunale straordinario su Plures, convocato per martedì 27 ottobre, non si terrà.
Lo comunica la Presidenza del Consiglio comunale di Prato con nota del 19 ottobre, a firma del Presidente Giacomo Sbolgi. L’adunanza straordinaria e aperta avente a oggetto l’audizione dei vertici di Plures S.p.A., senza nemmeno troppi fronzoli, «è annullata».
Secondo quanto comunicato, la seduta è annullata «in vista dell’imminente Assemblea dei Soci per il rinnovo del CdA». Se ne riparlerà (forse) solo dopo l’insediamento dei nuovi vertici (senza indicare quando). Intanto, in vista dell’Assemblea, circolano voci di corridoio sui nuovi assetti: Nicola Ciolini verrebbe confermato in rappresentanza di Prato, mentre Alberto Irace lascerebbe il ruolo di amministratore delegato.
Interviene Jonathan Targetti, consigliere comunale del gruppo L’Alternativa C’è, che ricostruisce la vicenda. Targetti ricorda che «il 30 agosto siamo stati noi i primi a chiedere un Consiglio straordinario su Plures» e che da lì «è partita una corsa tra destra e sinistra a intestarsi l’iniziativa fino al Sindaco, che ha annunciato che lo avrebbe convocato lui». Poi, spiega, «la data del 27 ottobre, lontanissima. E adesso l’annullamento, a pochi giorni dall’Assemblea che sceglierà i nuovi vertici».
Per Targetti, messe in fila, queste scelte sembrano parte di un disegno preciso: «Togliere spazio alle opposizioni, illudere i cittadini con l’annuncio di una seduta straordinaria e poi svuotare il Consiglio comunale delle sue funzioni». Il consigliere rivendica che il Consiglio sarebbe servito prima del rinnovo del CdA, non dopo. Prima, infatti, avrebbe potuto discutere, votare atti e dare indirizzi al Sindaco su come esprimersi in Assemblea. Dopo, potrà solo prendere atto di decisioni già prese. Non si tratta, secondo Targetti, di un rinvio tecnico ma de «l’ennesima umiliazione per l’aula che rappresenta i pratesi». Da qui l’interrogativo: «Biffoni sta cercando di nascondere qualcosa?».
Di argomenti da affrontare, per l’opposizione, ce ne sarebbero stati. A cominciare dal debito. Targetti sottolinea che Plures ha accumulato debiti per 1.126,5 milioni di euro, oltre 1,1 miliardi, mentre un anno prima erano 836,9 milioni. In soli dodici mesi il debito è cresciuto di quasi 290 milioni, più di un terzo. È, per Targetti, «una società che si indebita sempre di più e che quel debito lo scarica sulle bollette dei cittadini». Intanto la TARI, evidenzia, «è aumentata del 20% negli ultimi quattro anni, nonostante la multiutility dovesse farla scendere». I vertici sono scaduti e vengono prorogati da mesi. La società «rifiuta ai Comuni soci il controllo analogo e trattiene quasi un milione di euro di dividendi che spettano a Prato». Su tutto questo, denuncia, «si preferisce far calare il silenzio».
Sulla governance, la posizione di Targetti è netta: «Quando i vertici di un’azienda pubblica portano risultati così drammatici, non si può cambiare un nome e confermare gli altri. Il Consiglio di amministrazione va azzerato completamente, per dare un segnale chiaro ai cittadini che quelle bollette le pagano».
Infine, l’annuncio politico: «Noi non staremo zitti. La mozione per l’uscita del Comune di Prato da Plures è pronta e la depositeremo comunque. Chiediamo che il Consiglio straordinario sia riconvocato prima dell’Assemblea dei soci e che il Sindaco venga in aula a dire con quale mandato voterà il nuovo CdA. Le scelte su Plures si pagano con le bollette dei pratesi e i pratesi hanno diritto di sapere prima, non dopo».

