Sullo sfondo i rinnovi di Plures, Publiacqua ed Estra e i nodi su statuti, governance e Gida.
«Un annullamento senza basi che calpesta le prerogative dell’aula e spegne il confronto democratico a pochi giorni dal rinnovo dei vertici». È durissima la reazione del mondo politico, dei comitati e delle opposizioni dopo la cancellazione del Consiglio comunale straordinario e aperto di Prato dedicato a Plures S.p.A., inizialmente fissato per il 27 ottobre.
A scatenare il caso è stata la decisione della presidenza dell’assemblea di stoppare la seduta con una comunicazione via mail, motivandola con l’imminente Assemblea dei soci. Una scelta che ha immediatamente provocato una reazione a catena.
Targetti: «Atto che non sta in piedi, pronti a rivolgerci al Prefetto»
Il consigliere comunale pratese Jonathan Targetti (L’Alternativa C’è) ha depositato un’istanza formale al Presidente del Consiglio e al Segretario generale per chiedere l’immediata riconvocazione dell’assemblea, non escludendo il ricorso al Prefetto. Con l’istanza è stata depositata anche la mozione per l’uscita del Comune di Prato dalla compagine sociale di Plures.
«Siamo davanti a un atto che non sta in piedi – dichiara Targetti –. La comunicazione non indica alcun vizio della convocazione né cita norme, limitandosi a giustificare il rinvio con il rinnovo del CdA».
Ad essere calpestata, come sottolinea Targetti, è anche la maggioranza che aveva richiesto la seduta ai sensi dell’art. 39 del TUEL, evidenziando come si decida di non discutere della gestione di una società che accumula debiti e gestisce servizi essenziali prima delle nomine.
«Chiediamo che il Consiglio straordinario sia riconvocato entro un termine certo, ascoltando sia i nuovi vertici sia gli amministratori uscenti», conclude Targetti, riservandosi di richiedere un intervento della Prefettura.
Le richieste del Comitato No Taric di Carmignano (Prato)
Sulla stessa linea interviene il comitato locale di Carmignano, che punta il dito contro la carenza di trasparenza delle società a capitale pubblico: «Quanto denunciato da Jonathan Targetti e successivamente da Paolo Bambagioni sull’annullamento del Consiglio straordinario di Prato dedicato a Plures, motivato con l’imminente rinnovo del Consiglio di amministrazione, ci infastidisce molto, ma non ci stupisce». Dal territorio si chiede al sindaco di Carmignano di chiarire quale posizione intenda assumere sul futuro della società, sottolineando che chi paga bollette salate ha diritto di conoscere le scelte dei propri amministratori prima delle decisioni definitive.
La posizione del Comitato Open Multiutility
Il Comitato Open Multiutility esprime netto «sdegno» per la sconvocazione della seduta. «Su una partita che riguarda tariffe, servizi pubblici e centinaia di lavoratori non è tollerabile che il confronto venga evitato con motivazioni pretestuose, a pochi giorni dalla scadenza del 27 ottobre». Il Comitato chiede al Presidente Sbolgi la riconvocazione immediata dell’assemblea, rimarcando che Prato, in quanto secondo socio dopo Firenze, al pari di tutti gli altri Comuni ATO soci Plures, merita chiarezza e non porte chiuse.
L’affondo di Paolo Bambagioni
La questione si riflette inevitabilmente anche sul capoluogo toscano. Paolo Bambagioni, presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze (Lista Schmidt), ieri ha definito gravissimo l’accaduto: «La notizia che arriva da Prato riguarda direttamente anche Firenze, e con una gravità che non può essere ignorata. Il Consiglio straordinario e aperto su Plures S.p.A., convocato per il 27 ottobre, è stato improvvisamente annullato con una nota della Presidenza del Consiglio comunale pratese. La motivazione? L’imminente Assemblea dei Soci per il rinnovo del Cda. Tradotto in termini politici: se ne discute solo a cose fatte, quando i giochi sono già chiusi».
Bambagioni richiama l’attenzione sull’escalation debitoria: «Dietro questo rinvio ci sono cifre che fanno paura. Plures ha superato 1,1 miliardi di euro di indebitamento, 1.126,5 milioni per la precisione, contro gli 836,9 di appena dodici mesi prima. Quasi 290 milioni in più in un solo anno, un balzo del 35%». Infine, un passaggio politico diretto all’amministrazione fiorentina: «Se a Prato le opposizioni sono pronte a presentare una mozione per uscire da Plures, a Firenze non possiamo continuare a trincerarci dietro un colpevole silenzio. Chiedo che la sindaca Sara Funaro venga in Consiglio comunale prima dell’Assemblea dei Soci a chiarire con quale posizione il Comune di Firenze andrà a votare il nuovo Cda e quale idea ha del futuro di una società che continua ad indebitarsi scaricando tutto sulle bollette dei cittadini».
I nodi sullo sfondo: rinnovi, statuti e partite aperte
Secondo quanto appreso da La Firenze che Vorrei, il rinvio del Consiglio pratese si inserisce in un quadro più ampio e complesso. Sarebbero in fase di rinnovo non solo i vertici di Plures, ma a catena anche quelli di Publiacqua e di Estra, con ipotesi di avvicendamenti ai vertici.
Al centro del dibattito ci sarebbe anche la richiesta, avanzata dal Comune di Firenze prima di procedere alle nomine, di una modifica degli statuti di Plures e Publiacqua, ritenendo che l’attuale governance non garantisca ai Comuni soci un’effettiva voce in capitolo sulle scelte strategiche.
Resta sullo sfondo anche la partita di Gida, su cui l’Autorità Idrica Toscana avrebbe sollecitato un’accelerazione, operazione che registrerebbe valutazioni divergenti sul prezzo e nodi legati a contenziosi pregressi. Sullo sfondo anche il contenzioso legale legato alla partecipazione di Acea.
Sul fronte sindacale, infine, si registra una spaccatura: secondo quanto risulta, USB avrebbe formalmente comunicato di disconoscere i protocolli, ritenendo che Plures non sia la controparte datoriale. Analoga tensione in Alia, dove una componente avrebbe contestato l’esclusione.


