Le impressioni percepite e le voci ascoltate ieri in coda al Manodopera sono state confermate dai resoconti giornalistici di oggi: Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze riportano anch’essi, infatti, il dato delle 1.000, per la precisione 1.100, firme raccolte per salvare gli alberi dalla tranvia, contando anche in 200 persone noi presenti ieri in viale Fanti. Tutto ciò, è bene ricordarlo, appena al secondo giorno di un’iniziativa che si protrarrà fino al 31. A corredo, la seconda testata succitata ha tracciato una panoramica di 53 abbattimenti previsti in tutti i quartieri e che vedranno cadere perlopiù tigli, pioppi e aceri, seppur nella cornice della giustificazione ufficiale fornita da Palazzo Vecchio circa la loro «pericolosità», data anche…«dalle bombe d’acqua e dal caldo», che la giunta stessa non ha né prevenuto, né arginato e anzi, in quest’ultimo caso, favorito proprio con l’ecocidio da essa perpetrato. La Regione, da parte sua, è riuscita a trovare 234 milioni per la linea tranviaria verso Sesto (mentre non fa che allargarsi il buco nel bilancio della sanità, a conferma delle vere priorità del PD), che peraltro resterà pure «monca», come titola Il Tirreno Firenze, di tre fermate: fondi insufficienti, dunque, che si chiedono però in elemosina al tanto esecrato governo Meloni. Una contraddizione da esso notata con ironia, ma “sfuggita”, o meglio accuratamente celata, da La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Trema, la giunta Funaro, anche per l’ipotesi, ventilata dal vicepresidente di Assoconcerti sulla prima, di spostare finalmente i concerti dallo stadio alla Visarno Arena, laddove il PD è evidentemente tutt’altro che disposto a concedere un po’ di tregua ai residenti del Campo di Marte già invasi nei loro spazi dalle partite. Da parte sua, apprendiamo dal Corriere Fiorentino, il Comitato Salviamo Firenze alza il tiro della lotta in San Gallo e, sull’onda delle ultime indagini della Procura per abuso edilizio, chiede ora l’interruzione completa dei lavori, con un banchetto e un aperitivo dal quale i residenti hanno rilanciato l’invito alla sindachessa a recarsi sul posto. Procura che, tra l’altro, ha chiesto il processo per 5 persone e 3 società, contestando «i calcoli errati e poco acciaio nella trave» riguardo ai fatti di via Mariti, si legge su La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze. Iniziative come quelle di San Gallo saranno pertanto sempre più preziose, non tanto per il loro significato politico quanto per la presenza di cibo e bevande che nei supermercati iniziano anche qui a scarseggiare: in tutta la Toscana, lanciano in coro l’allarme La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, cominciano a mancare frutta, verdura, uva, agrumi, peperoni e mozzarelle («poca merce e i prezzi iniziano a salire»), nell’«incubo scaffali vuoti» di una situazione che «potrebbe peggiorare» ed è stata determinata dallo sciopero e dalle proteste degli autotrasportatori, che si accompagnano a quelle degli studenti. Su questo fronte il Corriere Fiorentino aggiorna il conteggio delle scuole occupate, che salgono a 15: “cade” anche il Meucci, attualmente in autogestione, e vengono presi dai ragazzi anche l’artistico di Porta Romana e la succursale del Marco Polo. Nel primo, essi hanno denunciato aggressioni da parte di un custode, ma in assemblea il resto dei lavoratori ATA ha solidarizzato con loro, ascoltati anche da un’inchiesta di Filippo Nicosia per La Repubblica Firenze, andato a intervistarli. Meno gloria è toccata agli studenti del Rodolico, che incontreranno Sara Funaro (altri ospiteranno delegati del Collettivo di Fabbrica della GKN), verosimilmente e purtroppo non per spingerla alle dimissioni. Ma è comunque istruttiva e di buone speranze la vista dei germi di una possibile, ritrovata unità tra studenti e operai. (JCM)


