La consigliera Barbara Nannucci presenta nuove interrogazioni e denuncia il silenzio dell’Amministrazione
Una Firenze che perde i suoi panorami, racchiusa dietro sbarre d’acciaio che ricordano più una struttura di sicurezza che un’infrastruttura inserita nel paesaggio urbano. È il nuovo volto del Ponte Caterina e Nadia Nencioni, l’attraversamento sull’Arno tra Bellariva e il Parco dell’Anconella, finito al centro delle polemiche per le balaustre appena installate. Le immagini circolate sui social hanno alimentato l’indignazione di cittadini e residenti, che contestano un’opera capace di trasformare una passeggiata sul fiume in un percorso visivamente blindato.
Il motivo dello scontento è evidente: le nuove protezioni raggiungono praticamente l’altezza degli occhi dei passanti, cancellando o limitando drasticamente la vista sull’Arno e sulla città. Una scelta che ha acceso la discussione sull’impatto estetico e paesaggistico del ponte, con una cittadinanza che ironizza su un risultato percepito come una mortificazione della bellezza del luogo. Un’infrastruttura pubblica può essere necessaria, ma questo non significa che debba diventare una barriera tra Firenze e uno dei suoi panorami più preziosi.
La vicenda assume un rilievo ulteriore considerando il valore simbolico del nuovo attraversamento, inaugurato il 30 maggio 2026 e intitolato a Caterina e Nadia Nencioni, le sorelline vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili. Un’opera realizzata nell’ambito della linea tramviaria per Bagno a Ripoli, presentata dall’Amministrazione come un collegamento fondamentale tra i quartieri. Oggi, però, a far discutere non è soltanto la funzionalità del ponte, ma il modo in cui è stato progettato e realizzato.
Sul piede di guerra c’è la Lega, con la consigliera del Quartiere 3 Barbara Nannucci, che ha avviato una vera e propria offensiva istituzionale. Nannucci aveva già acceso i riflettori sul ponte con un’interrogazione depositata lo scorso 31 agosto, incentrata sulla sicurezza dei percorsi pedonali e ciclopedonali e sull’accessibilità complessiva per le persone con disabilità.
Di fronte al protrarsi del silenzio da parte di Palazzo Vecchio, la consigliera ha rilanciato presentando un nuovo pacchetto di interrogazioni urgenti. Nel mirino finiscono proprio le altezze delle balaustre, la loro conformità alle norme e la verifica dell’eventuale parere favorevole della Soprintendenza. Domande puntuali, che chiamano in causa la regolarità tecnica di un’opera pubblica già realizzata e che, secondo la consigliera, non possono essere liquidate con risposte evasive.
A far infuriare l’opposizione non è soltanto il contestato impatto visivo e strutturale dell’intervento, ma anche quello che viene descritto come un muro di gomma istituzionale. A distanza di oltre due mesi dalla prima interrogazione sul Ponte Nencioni, la risposta ufficiale non sarebbe ancora arrivata. E la giustificazione degli uffici, secondo cui si tratterebbe di questioni tecniche troppo complesse per chi è chiamato a rispondere, viene respinta senza mezzi termini.
«Non chiedo opinioni politiche, chiedo verifiche precise sulla conformità di opere pubbliche già progettate e realizzate. L’Amministrazione ha il dovere di rispondere ai consiglieri, non di nascondersi dietro la burocrazia», tuona Nannucci.
La vertenza non si ferma al solo Ponte Nencioni. Nel pacchetto delle nuove interrogazioni urgenti rientrano anche i marciapiedi di viale Europa, interessati dai cantieri della linea tramviaria 3.2.1 Libertà–Bagno a Ripoli, sui quali si chiedono verifiche rigorose in materia di altezze e rispetto delle norme sull’accessibilità. A questo si aggiunge la mozione depositata per Piazza del Bandino, finalizzata a ottenere panchine ergonomiche e funzionali per anziani e persone con disabilità.
Una linea intransigente, quella di Nannucci, che promette di non arretrare di un centimetro. «Qui non si parla di polemica, ma di diritti, sicurezza e rispetto delle persone. Una città davvero inclusiva e bella si costruisce con i fatti e con la responsabilità, non con gli slogan».

