A due anni dal crollo, le carte prevedono una replica tale e quale del “Monstrum” di Via Mariti

GERMOGLI PH: 8 GIUGNO 2024 FIRENZE VIA MARITI CANTIERE ESSELUNGA ALLAGATO DOPO LO STOP A SEGUITO DEL CROLLO

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Documenti depositati prima dell’anniversario del crollo delineano una ricostruzione identica all’esistente, mentre l’amministrazione rinvia e il confronto pubblico resta assente

 

Via Mariti sta diventando una linea di faglia tra atti depositati e parole non dette: secondo Dmitrij Palagi e Thomas Maerten (Sinistra Progetto Comune), la traiettoria è già tracciata nelle carte della committenza, mentre il Comune resta in una zona grigia di rinvii e silenzi; “In via Mariti la proprietà del cantiere vuole ricostruire sullo stesso sedime. Lo dicono i suoi stessi documenti”, affermano, indicando nel deposito del 13 febbraio 2026 da parte di La Villata SpA – gruppo Esselunga – un passaggio decisivo perché il progetto di demolizione dell’intera struttura prefabbricata crollata il 16 febbraio 2024, tragedia che costò la vita a cinque lavoratori, non si limita a descrivere l’abbattimento ma, “nel capitolo dedicato alle fasi successive indica che le fondazioni in calcestruzzo armato gettato in opera verranno conservate e che la ricostruzione avverrà sul medesimo sedime, con la medesima geometria. Non è un’ipotesi: è scritto dalla committenza, è depositato al Comune, è un atto acquisito tramite accesso agli atti”.

Pochi giorni dopo, il 17 febbraio, nel secondo anniversario della strage, la sindaca avrebbe risposto con un interlocutorio “ne parleremo”, una formula vaga che per i consiglieri apre più interrogativi che prospettive: “Con chi, in che tempi e con quali modalità?” mentre “le settimane passano e le decisioni sembrano destinate a essere prese in altri luoghi, rispetto a quelli politico-istituzionali”; sullo sfondo, una trama amministrativa e giudiziaria complessa, con il Permesso di Costruire n. 522/2021 decaduto nel luglio 2024 e impugnato al TAR Toscana, il cantiere ancora sotto sequestro penale e le indagini della Procura di Firenze – otto indagati – appena chiuse in attesa delle prossime mosse dei pubblici ministeri, contesto nel quale, sostengono, “La Villata ha già depositato un progetto che prefigura la ricostruzione – e la Giunta ha autorizzato la demolizione senza dire pubblicamente una parola sul futuro”.

Pesa anche il vuoto politico rispetto agli indirizzi votati, perché nel marzo 2025 il Consiglio Comunale aveva approvato un ordine del giorno per aprire un tavolo con Esselunga e valutare modifiche, ma “quel tavolo non risulta mai avviato”, mentre il riferimento urbanistico resta il Piano di Recupero del maggio 2019, precedente al crollo e alla morte dei cinque lavoratori, senza revisioni né coinvolgimento del Quartiere 5; nel frattempo, l’ipotesi alternativa di un parco al posto del centro commerciale è stata bocciata con 24 voti contrari e 2 favorevoli, e tra i residenti cresce la preoccupazione per un’area che rischia di restare sospesa e abbandonata; la linea di Sinistra Progetto Comune è netta e si traduce in una richiesta di discontinuità: “non si può ripartire dal progetto del 2019 come se nulla fosse successo”, e se la committenza intende ricostruire “deve farlo partendo da zero – nuovo strumento urbanistico, nuovo processo di pianificazione, partecipazione reale della cittadinanza e del Quartiere 5”, con il coinvolgimento della residenza e dei soggetti attivi sul territorio come il Comitato Ex Panificio Militare, perché “si è già sbagliato in passato e non si possono ripetere gli stessi errori”; intanto, le nuove interrogazioni restano in attesa di risposta e il tempo, più che neutrale, diventa un fattore politico: “Stavolta non intendiamo aspettare a lungo”.

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