Affitti brevi, Matteo Chelli (FdI): “Stiamo commettendo un grave errore”

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I piccoli proprietari diventano il bersaglio della politica abitativa, mentre i quartieri perdono vivacità e attrattività turistica

 

La nuova legge regionale sul turismo, rafforzata dalla recente pronuncia della Corte Costituzionale, sta per cambiare profondamente il volto delle città italiane, con un impatto diretto sui quartieri e sugli immobili residenziali. Il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Chelli lancia un allarme chiaro: “Stiamo commettendo un grave errore”.

La norma più controversa vieta l’apertura di affittacamere, B&B e case vacanza in immobili con destinazione d’uso residenziale, consentendola solo in quelli turistico-ricettivi, trasformando potenziali abitazioni civili in strutture difficilmente riconvertibili. Serviranno tecnici, pratiche edilizie e oneri di urbanizzazione più alti, creando una barriera economica e burocratica che scoraggia i proprietari: In soldoni – afferma Chelli – significa che quelli che un tempo, potenzialmente, erano appartamenti immediatamente riconvertibili in civili abitazioni per residenti, in futuro non lo saranno più; servirà incaricare un tecnico di presentare una pratica edilizia e, soprattutto, provvedere al pagamento degli oneri di urbanizzazione (nel passaggio da turistico-ricettivo a residenziale, infatti, il carico aumenta e quindi è pienamente legittimata la pretesa). Una barriera amministrativa ed economica scoraggiante”.Questo “finisce per diventare un vero e proprio muro che chiude definitivamente ogni tentativo, anche il più ragionevole e apprezzabile, di immettere nuovamente in circolazione abitazioni per la residenza stabile”.

Chelli denuncia anche il protagonismo di alcuni presidenti di quartiere, pronti a vantarsi di essere “i primi in Italia” a bloccare gli affitti brevi, dimenticando che la politica non è un campo di calcio: “è soprattutto la qualità della partecipazione – o delle proposte, che dir si voglia – a rivestire l’importanza maggiore”.

“Pensare di scaricare la questione abitativa sui piccoli proprietari è una follia che avrà come effetto principale quello di togliere dalle case i turisti per non farci rientrare nessuno – denuncia Chelli. Il rischio è di togliere dai quartieri i turisti senza reintegrare nuovi residenti, impoverendo la vivacità urbana e indebolendo sicurezza e socialità. Una prospettiva fosca, che prepara il terreno a città dove il turismo domina senza garantire spazi per chi abita e lavora, mettendo un freno definitivo alla possibilità di restituire vita ai centri abitati.

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