Tutto parte da una notizia, pubblicata in primis dall’agenzia Radiocor del gruppo Sole 24 Ore, su nuovi finanziamenti ad Alia Multiutility. Fioccano fin da subito le richieste di chiarimenti.
A dare il via è Dimitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, che ricorda si tratti di “un finanziamento di 965 milioni di euro, compreso un prestito obbligazionario di 200 milioni di euro con durata decennale”. “Un terzo dell’importo – ricostruisce il consigliere – sarebbe finalizzato a rifinanziare il debito esistente, mentre il resto andrebbe a sostegno del piano investimenti. Quali? Il piano industriale non era in corso di realizzazione? Si fa debito per pagare debito? La quotazione in borsa a che bisogni rispondeva? I soci pubblici sapevano? La Sindaca e l’Assessore con delega alle partecipate continueranno a dire che il Consiglio di Amministrazione ha potere di farlo, senza spiegare quanto i Comuni sappiano di quello che accade in una società?”.
La presa di posizione di Palagi termina con una richiesta alla Commissione Controllo di “convocare una seduta urgente, anche per rispetto di un percorso in cui sono state taciute questioni fondamentali, dalla cessione delle quote di Toscana Energia a questa nuova esposizione”.
Prontamente, Paolo Bambagioni, consigliere comunale di minoranza della Lista civica Eike Schmidt e Presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze, afferma: “Era un segreto di Pulcinella la pesante situazione debitoria di Alia Multiutility, che però abbiamo fatto emergere con chiarezza. Non siamo mai stati smentiti numeri alla mano e oggi apprendiamo di nuovi debiti per cifre astronomiche. Un gioco al rialzo sul debito che rischia di affossare le prospettive della multiutility e rischia di ricadere, come già sta avvenendo, sulla qualità dei servizi e sui costi delle bollette. Senza la quotazione in Borsa e, soprattutto, senza un piano impianti, l’unica scelta “obbligata” pare essere l’indebitamento continuo. Non dovrebbe e non deve essere così. La governance di Irace si sta qualificando, più che per scelte strategiche e incisive, per rimandare il problema contraendo debiti, che un domani altri dovranno pagare. È illogico e, visto che si parla di servizi pubblici, è immorale. Come si pensa di coprire una voragine che diventa sempre più ampia a fronte di un’azienda sempre più gracile? Se a questo finanziamento di oltre 900 milioni, si aggiunge la vendita delle quote di Toscana Energia a Italgas, anche questo emerso grazie a un preciso lavoro di trasparenza, la situazione diventa precaria e molto a rischio. Proprio per questo, invito la sindaca di Firenze Funaro a prendere, una volta per tutte, il dossier Multiutility, ascoltando anche la minoranza in Comune e soprattutto i tanti sindaci della Città Metropolitana che a suo tempo hanno dato fiducia e ora nutrono pesanti dubbi”.