Nel mirino finiscono le quasi 2.000 telecamere cittadine e la decisione della maggioranza di respingere la richiesta delle opposizioni di centrodestra per un presidio attivo anche durante la notte
Bombola di gas sotto la statua del David a Piazzale Michelangelo, trovata alle 8 del mattino di oggi, 5 ottobre. Un episodio che, oltre a sollevare interrogativi su chi e quando abbia collocato la bombola, riaccende anche il tema della videosorveglianza e dell’effettiva operatività della control room comunale nelle ore notturne.
A puntare il dito è il coordinatore di Gruppo Misto-Noi Moderati Luca Santarelli, secondo il quale le quasi 2.000 telecamere presenti sul territorio rischiano di trasformarsi in uno strumento utile soprattutto per ricostruire ciò che è già accaduto, anziché per prevenire o interrompere un possibile pericolo. «Come e quando è arrivata lì la bombola? Ce lo dirà la visione delle registrazioni delle telecamere. Ce lo dirà oggi, ma non nel mentre la bombola veniva posizionata», afferma Santarelli.
Il consigliere ricorda inoltre che la richiesta delle minoranze di centrodestra di rendere operativa la control room anche dopo le 19 e durante la notte era stata respinta dalla maggioranza. «Perché? Risposta semplice: le tanto decantate quasi 2000 telecamere gestite dalla control room non sono di alcuna utilità da dopo le 19 di ogni giorno sino alla mattina», sostiene. La questione, per Santarelli, è dunque la differenza tra vedere dopo e intervenire mentre un fatto sta accadendo. «Così oggi, e va bene che per fortuna non raccontiamo un dramma, nel caso più felice grazie alle “tanto decantate quasi 2000 telecamere” potremo sapere a posteriori cosa è successo».
Le registrazioni, osserva, saranno certamente utili alle indagini, ma una control room operativa avrebbe avuto una funzione diversa: «Con la control room operativa sarebbero state utili alle repressione nella flagranza di reato e prevenire un possibile dramma». Una differenza che il consigliere considera tutt’altro che secondaria e sulla quale chiama direttamente in causa la maggioranza: «Differenza di non poco conto che la sinistra non ha voluto condividere».

