La testimonianza di Francesco Venturini, il proprietario del locale: trent’anni di lavoro nel centro storico, ora minacciato da degrado e bande straniere
Sono ormai noti i fatti di Piazza del Duomo, che nella notte di Capodanno si è trasformata in un’arena di violenza con una rissa che ha coinvolto decine di giovani di origine nordafricana, e ha lasciato danni ingenti all’Antica Pizzeria del Duomo. Alberto Martini, portavoce del comitato cittadino “Aria Nuova per Firenze” – un movimento apolitico nato per contrastare il degrado urbano e promuovere la sicurezza – ha intervistato Francesco Venturini, proprietario del locale da trent’anni, in un video social che ha rapidamente fatto il giro del web. L’intervista, condotta proprio davanti ai tavolini e alle sedie che hanno “volato” durante lo scontro, rivela i dettagli di quella notte di “ordinaria follia” che l’assessore alla Sicurezza Andrea Giorgio ha definito come un episodio “strumentalizzato” dall’opposizione.
Martini apre l’intervista criticando la mancanza di copertura mediatica dei fatti sui giornali cittadini: “La Nazione di Firenze il 2 gennaio riportava di una notte meravigliosa a Firenze per l’ultimo dell’anno. Poi, dopo che il video della devastazione è diventato virale, il 3 gennaio ha ritenuto opportuno riportare anche questo fatto”, aggiungendo che “ormai le devastazioni a Firenze sono una cosa talmente normale che la Nazione nemmeno le riporta, e l’assessore Giorgio dice che sono fatti da non enfatizzare”.
Venturini ricostruisce i fatti con precisione: “È iniziato tutto all’improvviso. Una ragazza è entrata urlando come una pazza e io non capivo cosa potesse essere successo. Pensavo fosse stata colpita, ma poi ho visto che non era così. La rissa è andata oltre: hanno cominciato a tirarsi addosso tavoli, sedie, in una violenza incredibile, inaudita. Io ho trent’anni che lavoro qui e per Capodanno non ho mai visto una cosa del genere”. La situazione sembrava calmarsi dopo la prima fase, catturata nel video virale, ma “sono uscito per radunare i tavoli e salvare il salvabile, e lì è ricominciata con ancora più veemenza. C’era sangue da tutte le parti, sui visi, in terra”. Aggiunge poi: “Il servizio del divieto ha funzionato, non c’era una bottiglia in giro. L’unica, piccola ma pesante, è volata all’interno della pizzeria. Ho pensato ai ragazzi che servivano la pizza: ‘Qui succede il dramma’”.
La violenza non si è fermata: “Dopo un’ora, una di queste due bande è ritornata. Stavamo rimettendo a posto, e un cliente ci dava una mano. Uno ha tirato fuori un coltello, il ragazzino si è spaventato e si è lanciato in pizzeria, giù per la scala ripida, finendo in cucina. Subito dopo sono entrati sette o otto energumeni, urlando”.
Sull’identità degli aggressori, Venturini è chiaro: “La banda erano nordafricani di sicuro. Qualcuno mi ha detto tunisini e marocchini, ma non saprei riconoscere gli accenti”. Le indagini? “La polizia è venuta a prendermi il documento, ma non ho visto nessuna autorità. Probabilmente hanno filmato e non hanno bisogno di me”. I danni sono concreti: “Otto-nove sedie rotte, tavolini di acciaio da saldare. Le sedie attuali sono prestate”.
Riflettendo su Firenze, Venturini osserva: “Di giorno è tranquilla, la sera un po’ meno. Questa zona è abbastanza tranquilla, ma se vai alla stazione, è la casba”. Per il futuro: “Se non c’è un presidio fisso, il prossimo anno staremo a casa. Non metterò a repentaglio i miei ragazzi”.
Martini conclude con un appello: “Ringraziamo Francesco per questa testimonianza. Persone che lavorano nella nostra città e si trovano sempre più spesso a fare i conti con la delinquenza, soprattutto extracomunitari non inseriti, non controllati, spesso minorenni. L’assessore Giorgio tende a minimizzare, noi crediamo sia arrivato il momento di intervenire in maniera seria”. Questo episodio non è isolato, ma sintomo di un degrado crescente che il comitato “Aria Nuova” combatte da tempo, chiedendo presidi fissi e controlli più stringenti per restituire sicurezza alla città.
L’incidente ha scatenato polemiche politiche, con l’opposizione che accusa l’amministrazione di inerzia, mentre Giorgio ribatte: “La rissa in piazza Duomo è grave e ci saranno le verifiche delle forze dell’ordine. Ma basta propaganda”. Ma per chi vive e lavora in centro, come Venturini, la realtà è ben diversa: una città bellissima, ma sempre più ostaggio di violenza imprevedibile.

