Al Galluzzo nasce la Casa del Possibile, un nuovo presidio educativo costruito con il territorio

Tra le attività dell'associazione il Paracadute di Icaro ci sono le più disparate arti per l’infanzia e l’adolescenza

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Avviato il percorso partecipato promosso da Il Paracadute di Icaro con Quartiere 3 e Comune di Firenze: quattro incontri per progettare uno spazio educativo, culturale e artistico condiviso

Un luogo pensato per bambini, adolescenti e comunità educante, ma soprattutto un percorso pubblico che parte dall’ascolto e dalla costruzione condivisa. Ha preso il via al Galluzzo il progetto della Casa del Possibile, promosso dall’associazione culturale Il Paracadute di Icaro insieme al Quartiere 3 e al Comune di Firenze.

Il primo incontro pubblico si è svolto venerdì, nella sede di via di San Gaggio 29, dando avvio a un ciclo di appuntamenti che accompagneranno la nascita nuovo presidio educativo, culturale e artistico per la città. Non un’iniziativa calata dall’alto, ma un lavoro progressivo che prende forma a partire dal territorio.

Il progetto affonda le radici in diciotto anni di attività svolta dall’associazione Il Paracadute di Icaro nell’ambito del teatro, della danza, della musica e delle arti per l’infanzia e l’adolescenza, spesso in assenza di uno spazio stabile ma con una rete di relazioni consolidate con scuole, famiglie e istituzioni. Un percorso che ha conosciuto una svolta decisiva il 13 novembre 2025, quando l’associazione ha acquistato l’immobile destinato a diventare la sede della Casa del Possibile.

L’acquisto non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase, spiegano: quella della costruzione pubblica di uno spazio aperto, trasformabile e governabile nel tempo. Da qui la scelta di avviare un ciclo di quattro incontri pubblici, concepiti come veri e propri momenti di lavoro, non come semplici assemblee informative.

Il primo appuntamento, dedicato a “misurare la realtà”, ha posto le basi distinguendo tra desideri, bisogni, possibilità e vincoli concreti. I prossimi incontri, in programma il 27 marzo, il 17 aprile e l’8 maggio, affronteranno via via la definizione della struttura, la verifica delle ipotesi e l’avvio di un primo anno di sperimentazione.

Il percorso si fonda anche sull’analisi dei questionari pubblici raccolti nei mesi scorsi, che hanno coinvolto cittadini, operatori culturali, associazioni ed enti, offrendo una mappa reale di aspettative e necessità.

Al centro, la consapevolezza che non esistono modelli preconfezionati: la Casa del Possibile non vuole essere una scuola, un teatro o un centro culturale tradizionale, ma un’architettura educativa nuova, capace di tenere insieme contenuti, spazio e responsabilità condivise. Un presidio stabile che punta a far crescere cultura, partecipazione e cittadinanza attiva, passo dopo passo.

C.C.