Ancora maretta nel Grande Oriente d’Italia. Torna alla carica l’ex sfidante di Stefano Bisi, Leo Taroni, il quale assieme al “fratello” Giuseppe Paino aveva impugnato una serie di deliberazioni del Gran Maestro – lo stesso Stefano Bisi, di professione giornalista –, forzosamente reinsediato (pro tempore, in attesa appunto delle nuove elezioni che avrebbero dovuto tenersi domenica 1° febbraio), col pretesto di alcune irregolarità rinvenute in alcune liste di singole circoscrizioni. Come si è appreso nella giornata di ieri, con un’ordinanza cautelare firmata dalla giudice Flora Mazzaro della XVI sezione civile del Tribunale di Roma, Taroni e Paino hanno alla fine avuto la meglio nella fattispecie della decisione del blocco della procedura elettorale per il rinnovo della gran maestranza e della Giunta del GOI, sospendendo così l’efficacia delle suddette delibere firmate da Bisi per l’effettivo riscontro delle violazioni delle «norme statutarie e regolamentari dell’Associazione» e sottolineando addirittura «gravi conseguenze per la vita» dell’Associazione stessa qualora dette decisioni avessero trovato attuazione. Nel frattempo, un certo numero di affiliati messinesi – i voti siciliani sono uno degli oggetti del contendere – si è a propria volta autosospeso dal GOI, in attesa del giudizio di merito che metta un punto definitivo alla vicenda e apra, come aprirà, una fase decisiva per il destino dell’attuale Gran Maestro.
In copertina: Palazzo Visacci (Wikimedia Commons)
