Coldiretti Toscana unita con gli agricoltori di tutta Europa contro l’accordo UE-Mercosur

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La battaglia contro la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e le sue politiche. Coldiretti Toscana unita con gli agricoltori di tutta Europa contro l’accordo UE-Mercosur

 

Prosegue la protesta degli agricoltori italiani contro l’accordo commerciale tra EU e Mercosur. Il Mercosur (Mercato Comune del Sud) è un blocco economico sudamericano che include paesi come Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela, con la Bolivia in fase di adesione. L’accordo Mercosur-UE, firmato il 19 gennaio, elimina  tariffe e ostacoli commerciali per facilitare l’importazione di cibo da questi paesi. L’intesa è stata oggetto per settimane di mobilitazioni, in particolare da parte dei produttori agricoli europei preoccupati per l’eventuale ingresso di prodotti a basso costo e con standard di qualità inferiori rispetto a quelli europei, mettendo anche a rischio la loro competitività in un mercato più allargato e deregolamentato.

I manifestanti, tra cui una delegazione di Coldiretti Toscana, si sono radunati davanti al Parlamento Europeo, sostenendo la necessità di fermare le importazioni di cibi che non rispettano gli standard di sicurezza e qualità europei: “La Toscana in corteo a Strasburgo insieme agli agricoltori di tutta Europa per fermare le importazioni sleali e chiedere a gran voce regole uguali per tutti. Difendiamo la salute dei cittadini consumatori e il reddito degli agricoltori contro le follie ideologiche della von der Leyen.”

A supporto di questa mobilitazione, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha dichiarato: “chiediamo regole uguali per tutti negli accordi commerciali e un’Europa che non svenda l’agricoltura per favorire altri settori produttivi. La Von der Leyen continua a tutelare gli interessi di un singolo stato, la Germania, utilizzando l’agricoltura come merce di scambio.”

Le principali istanze avanzate dalla Coldiretti Toscana riguardano tre punti cruciali: fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano le rigide normative europee, mettendo a rischio sia la salute dei consumatori che l’economia agricola. In secondo luogo, si chiede parità di condizioni, affinché le aziende agricole europee e quelle che importano prodotti siano sottoposte alle stesse regole di sicurezza e qualità. Infine, si richiede maggiore trasparenza nei controlli, dato che attualmente solo una piccola percentuale delle merci importate (circa il 3%) viene effettivamente verificata. La protesta si concentra anche sulla presidenza alla Commissione Europea di Ursula von der Leyen,  accusata di portare avanti politiche che “mettono in pericolo l’agricoltura europea e la sovranità alimentare”. I manifestanti hanno sventolato uno striscione che recitava “Von der Leyen go home”.

L’UE è sotto pressione, e la mobilitazione dei produttori agricoli non sembra destinata a fermarsi, con una crescente partecipazione da parte delle associazioni agricole di tutta Italia ed Europa.

Foto: Facebook