Covid e Commissione, Tarchiani & Lombardi, pelli & Capannoni: vilipendio alla Costituzione?

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I documenti, tutti, sono adesso nella disponibilità della Commissione Covid.

 

Protocolli tecnici e riferimenti normativi, ma anche le comunicazioni all’Istituto Superiore di Sanità e il carteggio Lombardi-Brusaferro del 2020. Sia l’ing. Raffaele Tarchiani sia il prof. Roberto Lombardi sono stati contattati per conto degli uffici della Commissione d’inchiesta parlamentare sul Covid.

Chi scrive, inoltre, si è interfacciato con entrambi i servitori dello Stato che hanno redatto l’istruttoria sui fatti (anche quelli di Tarchiani narrati in Capannoni & pelli).

Dopo queste due comunicazioni stringate ci permettiamo una riflessione. Chiunque, anche lo Stato, non può vilipendere il principio più sacro contenuto nella Costituzione: il rispetto dei lavoratori.

La tutela del lavoro è il cardine della Carta. Come ricordava Aldo Moro alla Costituente il 3 dicembre 1946, lo Stato comanda solo «nei limiti» della Costituzione – disattesa – e delle «leggi conformi» a essa. Lo Stato è un’architettura che ne deriva, i principi restano in posizione superiore. La Costituzione è una promessa. Lavoro e astensione volontaria dal lavoro pilastri fondamentali.

E citando don Milani, che tanto si cita e forse poco si comprende: «(…) Io penso invece all’articolo 40 della Costituzione: il diritto di sciopero. Possibile che (…) uno stupido piccolo privato, possa beffare così una legge che un popolo s’è data? Che un popolo ha pagato così cara: sangue, fame, guerra civile, elezioni tanto sofferte da ogni parte. E poi non è una legge qualsiasi. È quella che il Cristo attendeva da noi da secoli, perché è l’unica che ridia al povero un volto quasi d’uomo».

Svilire il lavoro significa svilire lo sciopero? Bloccare il diritto allo sciopero equivale a cancellare il valore del lavoro? Lo Statuto dei Lavoratori è stato mitragliato e abolito da Renzi. Più o meno nel silenzio colpevole di tutti, sindacati in primis. Il decreto 81 del 2008, cardine della sicurezza sul lavoro, non è stato abolito ed è tutt’ora in vigore, non è stato applicato dal governo Conte quando serviva, durante la pandemia. E nessuno ha proferito parola fino a oggi.

Siamo di fronte a una sequenza di azioni, tra Renzi e Conte, che demolisce in modo sistematico il valore del lavoro, sequenza esasperata durante la pandemia con l’astensione obbligatoria dal lavoro e, di conseguenza, dallo sciopero. Come non vedere in tutto ciò una logica fascista?