Cubo Nero, un pamphlet “post-cubista” per criticare…ed esorcizzare: un e-book “a porte aperte” di artisti, urbanisti, intellettuali fiorentini e non

libro nero

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Con testi di Borgognoni, Franceschi, Tarchiani, Donnini, Di Cintio e altri; completa il pamphlet un colloquio con Roberto Budini Gattai.

 

Un pamphlet “post-cubista” sull’ex Teatro Comunale satirico, critico ma anche propositivo per immaginare una nuova stagione dello sviluppo urbano di Firenze, partendo da “una sollevazione culturale”. A curare il pamphlet, scaricabile gratuitamente in formato e-book, è stata la redazione del giornale web La Firenze che vorrei. Hanno contribuito: Francesco Borgognoni (autore), Kiki Franceschi (pittrice e saggista), Raffaele Tarchiani (ingegnere e imprenditore), Azzurra Pizzi (storica dell’arte e curatrice di mostre), Vincenzo Donvito Maxia (presidente dell’Associazione Utenti e Consumatori – Aps), Elena Ceroni (libera professionista), Andrea Chiarantini (artista), Maria Chiara Donnini (architetta, antiquaria e Vicepresidente dell’Associazione “Amici del Museo Stibbert”), Alberto Di Cintio (Architetto, Fondazione Italiana Bioarchitettura), Jean-Claude Martini (autore e traduttore).

Il volumetto si apre con il “S’i’ fosse cubo annerirei Firenze” di Lorenzo Somigli, direttore de La Firenze che vorrei, e termina con le riflessioni di Alessandro Busà che suggerisce “un intervento correttivo” sul Cubo, “mirato a ripristinare il tono dorato iniziale, e possibilmente a ridurne l’altezza“, ciò “non equivarrebbe a un’abiura della contemporaneità, bensì a un’opportunità per tentare di ricucire un qualche minimo dialogo con il genius loci fiorentino”. Completa il pamphlet “post-cubista” un colloquio con l’architetto e urbanista Roberto Budini Gattai.