L’emendamento dell’opposizione per spostare i fondi pubblici dal progetto della Terza Torre all’edilizia popolare viene respinto. Tomasi: “Priorità alla casa, non ai grattacieli”
Durante il Consiglio regionale di ieri, Alessandro Tomasi, portavoce dell’opposizione, ha acceso la polemica sul bilancio 2026-2028 presentando un emendamento, bocciato dalla maggioranza, volto a destinare i 46 milioni di euro previsti per la progettazione e realizzazione della terza torre di Novoli all’edilizia popolare e agli alloggi a canone calmierato.
«È l’ora delle scelte politiche – ha dichiarato Tomasi in Consiglio –. Occorre concentrare le risorse sui progetti che contano, senza sprecare soldi pubblici. Il Presidente Giani ci dica qual è la priorità: affrontare il problema casa o costruire una torre da quattordici piani, i cui costi sono evidentemente destinati a salire, in un’area già satura? Oggi Giani aveva la possibilità di fare una scelta precisa per contribuire a dare soluzione all’emergenza abitativa in Toscana ma ha preferito il grattacielo di Novoli per la Regione. Un’opera che non porterà ad alcun risparmio e contribuirà a creare ancora dei vuoti in centro storico con il trasferimento dei dipendenti». Tomasi sottolinea come, secondo lo stesso rapporto della Regione Toscana sull’abitare, siano almeno 4.600 gli alloggi popolari vuoti in attesa di manutenzione per poter essere assegnati, e rimarca la crescente necessità di appartamenti in affitto a canone calmierato: «unica risposta – sottolinea Tomasi – alle famiglie, ai giovani e agli anziani che, sempre in maggior numero, non possono prendere in affitto un’abitazione a prezzi di mercato. Sia nelle zone proibitive e ormai inaccessibili che subiscono tutte le conseguenze della fuga dei residenti, sia nelle altre, il diritto alla casa dovrebbe essere la priorità dell’agenda politica».
L’ex sindaco ricorda le proprie scelte amministrative mirate a concentrare risorse sull’edilizia popolare: «Da sindaco – conclude Tomasi – ho fatto delle scelte. Ho tolto risorse ad altri investimenti per concentrarle anche sull’edilizia popolare, come avevo fatto in precedenza con l’edilizia scolastica. Sono scelte precise che, oggi ne abbiamo avuto la prova, il presidente Giani non ritiene prioritarie. Quei 46 milioni di euro, a mio avviso, devono essere investiti sul diritto alla casa e non su una torre per la Regione».
