Disabilità e inclusione, Godi (Fratelli d’Italia): “Prato deve costruire nuovi spazi per le fragilità sociali e le solitudini della nostra epoca”

vescovo nerbini e aldo godi

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Una città capace di prendersi cura delle persone più fragili, creando spazi di incontro, supporto e relazioni nel tessuto sociale e urbano. È questa la visione rilanciata da Aldo Godi, candidato al consiglio comunale di Prato per Fratelli d’Italia, che torna a porre al centro del dibattito politico uno dei temi sociali più delicati e contemporanei: quello delle nuove solitudini e delle fragilità che riguardano famiglie, anziani, giovani e persone con disabilità. Lo fa dall’alto della sua esperienza professionale nel mondo sociale.

Secondo Godi, negli ultimi anni la trasformazione della società e dei modelli familiari ha progressivamente indebolito quelle reti spontanee di sostegno che un tempo rappresentavano un punto di riferimento per molte persone. Una situazione che, unita alle difficoltà economiche e all’isolamento sociale, ha fatto emergere nuove forme di disagio silenziose e inespresse. “Dobbiamo dare una risposta sensibile e concreta alle solitudini della nostra epoca – afferma Godi –. Oggi sempre più persone vivono condizioni di isolamento che riguardano anziani, madri, bambini e persone fragili. Situazioni che non possono più essere ignorate e che meritano attenzione reale da parte delle istituzioni”.

L’idea proposta dal candidato di Fratelli d’Italia è quella di sviluppare luoghi dedicati all’accoglienza e alla socialità, facilmente accessibili e inseriti direttamente nei quartieri cittadini, evitando strutture isolate o marginali. Luoghi che possano diventare spazi educativi e di inclusione per poter avere una città moderna e al passo con gli standard di sostegno e aggregazione attuali. Un progetto che punta a mettere in comunicazione esigenze diverse attraverso un modello basato sull’intergenerazionalità e sull’interabilità, concetti che Godi considera fondamentali per ricostruire il senso di comunità. Da qui nasce il progetto ribattezzato ‘Tessuto Vivo’.

Nel dettaglio, il candidato richiama l’attenzione sulla condizione degli anziani, spesso lasciati soli dopo una vita trascorsa tra lavoro e famiglia, ma anche difficoltà vissute da molte famiglie moderne e, in particolare, dalle giovani madri oggi senza il sostegno che una volta garantivano le famiglie, ritrovandosi sole nella gestione dei figli. “Una comunità si misura da come tratta le persone più vulnerabili – conclude Godi –. Prato deve tornare a essere una città capace di creare relazioni, ascolto e partecipazione. Solo così possiamo costruire un futuro realmente inclusivo e umano”.

Il progetto, elaborato da Chiara Scarpellini e presentato in un recente video, è stato condiviso con Don Helmut Szeliga, con l’associazione Cives, in persona del dottor Piero Bardazzi, e al vescovo Giovanni Nerbini. “Con Monsignor Nerbini si è trattato di un dialogo cordiale franco e interessante con scambi di idee anche su questioni ulteriori – sottolinea Godi -. Sono certo della validità di questo progetto e ritengo che l’esperienza di soggetti diversi possa migliorarlo e renderlo quantomai efficace in modo da essere attuato nei prossimi mesi, quale che sia l’amministrazione che i cittadini sceglieranno. Siamo davanti a molte solitudini a bisogni troppo spesso trascurati, questo progetto indica una strada che può essere percorsa virtuosamente per migliorare la vita di molti”.