La consigliera della Lega Barbara Nannucci accende i riflettori sulla misura PNRR per riqualificare l’edilizia popolare. Firenze non compare negli elenchi delle domande ammesse, respinte o escluse per esaurimento delle risorse. E Bettarini ammette di non conoscere la vicenda
A Firenze le famiglie aspettano una casa, centinaia di alloggi ERP restano inutilizzati perché hanno bisogno di interventi e il Comune continua a lamentare la scarsità di risorse. Ma proprio quando si parla di trovare i soldi per recuperare il patrimonio pubblico, arriva una domanda che Palazzo Vecchio dovrà chiarire: tutte le opportunità di finanziamento sono state realmente utilizzate?
A sollevarla è Barbara Nannucci, consigliera della Lega al Quartiere 3, durante la discussione sul DUP 2027-2029. Al centro della sua richiesta c’è la misura PNRR M.7 – I.17, destinata alla riqualificazione energetica degli edifici di edilizia residenziale pubblica.
Negli elenchi pubblicati relativi alla misura, Firenze non risulterebbe tra i soggetti interessati dalle richieste ammesse, respinte o escluse per esaurimento delle risorse. Nannucci ha quindi chiesto all’assessore Bettarini se il Comune avesse attivato tutte le procedure necessarie per poter accedere ai finanziamenti. La risposta, secondo quanto riferito dalla consigliera, è stata che l’assessore non era a conoscenza della questione.
Se confermata, non sarebbe una semplice curiosità amministrativa. Perché il problema abitativo di Firenze non è soltanto quello di trovare nuove risorse: è anche capire se quelle già messe a disposizione attraverso i diversi programmi nazionali ed europei vengano intercettate e utilizzate. È questo il punto sollevato dalla Lega. «In una situazione come quella fiorentina un’amministrazione dovrebbe verificare ogni possibilità di finanziamento e utilizzare ogni strumento disponibile», sottolinea l’onorevole Tiziana Nisini, commissario della Lega Firenze, insieme a Barbara Nannucci. Il tema, quindi, non riguarda soltanto una singola misura, ma il modo in cui Palazzo Vecchio affronta concretamente l’emergenza abitativa.
Il problema riguarda anche il racconto che l’amministrazione fa dell’emergenza abitativa. Da una parte Palazzo Vecchio denuncia la scarsità di risorse e richiama le responsabilità del Governo; dall’altra emerge la necessità di capire se il Comune abbia sfruttato fino in fondo tutte le occasioni che aveva concretamente a disposizione. Non è ancora possibile dire, sulla base di questo solo episodio, che Firenze abbia perso un finanziamento. Ma proprio per questo la risposta dovrebbe essere semplice: è stata presentata una domanda? Quale procedura è stata seguita? Se non è stata presentata, perché? E se è stata presentata, con quale esito?
Domande alle quali Palazzo Vecchio può rispondere attraverso gli atti. Ed è proprio dagli atti che dovrà arrivare la chiarezza, soprattutto perché in gioco non c’è una partita astratta di bilancio, ma la possibilità di recuperare abitazioni che potrebbero tornare disponibili per le famiglie in attesa.
In una città dove l’emergenza abitativa viene invocata sempre più spesso, il tema non può ridursi alla ricerca di un colpevole a cui attribuire la mancanza di risorse. Prima di chiedere altri soldi, sarebbe opportuno sapere se quelli disponibili siano stati cercati e utilizzati tutti.

