È principio noto quello della conservazione della massa: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Vi sono però cose che nella loro trasformazione vanno verso la crescita o verso la scomparsa. Il primo caso è sicuramente quello del fronte comune per una moratoria sull’urbanistica, che oltre al cubo nero ha unitariamente allargato il raggio d’azione alle ex Officine Grandi Riparazioni di Porta al Prato: dal Comitato Salviamo Firenze alla Lista Schmidt passando per Sinistra Progetto Comune è stata messa con le spalle al muro l’amministrazione, che per difendersi straparla di «città complessa da governare»: i lettori del Tirreno Firenze si saranno certamente domandati cosa avrebbero fatto alla guida di Milano, Roma, New York o Mumbai. Il secondo caso vede invece protagonista, già da giorni, la Lega: il consigliere regionale Simoni, passato a Futuro Nazionale, ha annunciato un analogo cambio di casacca effettuato da ben «52 sindaci e 300 consiglieri» passati dalla direzione di Salvini a quella di Vannacci: il trafiletto di Repubblica Firenze in merito cita Gualberto Carrara e Franca Innocenti dal Q5, Salvatore Sibilla dal Q3, il dirigente provinciale Vito Poma e il segretario della giovanile Michele Petrucciani, delusi (le loro dichiarazioni in merito sono state invece registrate dal Corriere Fiorentino e da La Nazione Firenze) da come la Lega locale «non abbia mai saputo dare la dovuta attenzione agli eletti». La giunta regionale, da parte sua, tenta di mascherare la sua crisi con la richiesta ufficiale al Parlamento di riconoscere lo Stato di Palestina (Corriere Fiorentino), ma i lavoratori e i sindacati sono lì a ricordare a Giani di pensare prima a loro, suoi amministrati, chiedendogli indietro il salario accessorio di cui sono stati derubati a beneficio degli assistenti dei gruppi politici (si parla di 4 milioni di euro) e scendendo in piazza, ieri, in via Cavour insieme agli operatori sanitari, hanno riportato La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Sì, perché anche la sanità naviga in acque non propriamente cristalline: con un deficit di 110 milioni di euro che renderà necessaria una variazione di bilancio da 350 milioni, Giani ha voluto tradurre nella Neolingua piddina «buco» con «investimento». E se questa che emerge dal resoconto del Corriere Fiorentino è la “sinistra” che deve difendere i lavoratori, stiamo freschi! Quelli della pelletteria, al secondo tavolo di confronto con la Città Metropolitana in un anno e mezzo, non hanno ancora ottenuto la presa di alcun impegno da parte delle ditte per far fronte alla crisi del settore (Corriere Fiorentino); nella moda, l’IRPET registra il terzo anno «in rosso» in un contesto di difficoltà definite ormai senza mezzi termini «strutturali», mentre nel mondo della scuola i custodi sono i più a rischio per via degli accorpamenti (La Nazione Firenze). Chi continua a poter lavorare ha sempre più difficoltà a raggiungere uffici o stabilimenti che siano, per i cantieri che ingolfano tutta la città: La Repubblica Firenze informa delle code prontamente ripresentatesi su Ponte al Pino, con un viale Giannotti «aperto solo in uscita», «giornate complicate tra Campo di Marte e le Cure» e lavori che da stasera si aggiungeranno in via Poggio Bracciolini. Gli sventurati che entreranno nella bolgia dall’A1 saranno dirottati sui lungarni: l’importante è che non debbano tornare a casa o trasferirvisi, perché in Oltrarno, al “modico” prezzo di 165.000€ per 35 m², si possono trovare persino magazzini venduti come «pied-à-terre». Fatto sta che anche in centro non si è più sicuri fin quando non ci si è barricati dentro casa: un 21enne nostro concittadino è stato rapinato proprio quando ce l’aveva quasi fatta a trarsi in salvo, per un altro giorno, dallo Squid Game fiorentino: immobilizzato da due coetanei, «identificati come nordafricani» (Corriere Fiorentino), il ragazzo è stato derubato non solo di cellulare e portafogli, ma persino di «alcune collanine» evidentemente credute d’oro. Poco più di due anni fa, ricorda La Nazione Firenze, l’analoga rapina, sempre commessa da due magrebini, all’Isolotto, che costò la vita al 75enne Andrea Prota, per la quale solo ora uno dei due è stato condannato per omicidio preterintenzionale; ancora ignoto il complice. La stessa testata ha divulgato, come a corredo, un’inchiesta sull’alcolismo tra i giovani: il Centro Alcologico Regionale toscano ha contato ben 35.860 accessi al pronto soccorso, praticamente uno ogni quarto d’ora, per questioni di alcol nel 2025, il 10% dei quali da utenti minorenni. Ma anche le donne, le cui virtù sono tanto esaltate dal mainstream di contro alla cattiveria dei «figli sani del patriarcato», non sono da meno: una 48enne è stata condannata a quattro anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti sul compagno e sul figlio portatore di handicap. Si attendono condanne a reti unificate, istituzione di numeri verdi, Quote Blu e cortei dei Non Uno di Meno. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
