Ennesima impennata della Tari, le opposizioni: “Manca un piano serio di gestione dei rifiuti”

foto alessandro

Non sono bastati i rincari del 2023 e del 2024, che hanno visto Firenze anno dopo anno scalare la classifica delle città più care d’Italia per importo della tassa sui rifiuti. Nel 2025 si prevede una nuova stangata con aumenti medi del 5%.

In una nota congiunta, i consiglieri comunali di Lista Schmidt individuano nella mancanza di una politica seria di gestione di rifiuti l’altissimo costo che i fiorentini devono sborsare ogni anno per la tanto invisa imposta sui rifiuti: “Il punto dolente di Firenze, in particolare, ma di tutta la Toscana in generale resta la gestione dei rifiuti, i cui costi sempre più esorbitanti ricadono sempre e comunque sulle spalle di cittadini e imprese, drenando risorse e riducendo la competitività”.

Secondo uno studio della UIL Toscana, tra il 2022 e il 2023, tra le dieci città italiane che hanno registrato i maggiori aumenti percentuali della tassa sui rifiuti, due erano toscane: in particolare, Firenze si piazzava al terzo posto, mentre Pistoia si fermava al quinto posto. Pisa, poi, deteneva il primato assoluto per costo della Tari in Italia, con una media annuale di 545 euro per famiglia. La presenza di 3 città toscane sull podio delle città d’Italia con maggiori rincari evidenzia come il problema del costo della Tari sia di naturale strutturale, e coinvolga l’intero territorio Toscano.

Situazione che trova conferma nei numeri del 2024 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanza Attiva, che evidenziavano come nell’intero territorio regionale la spesa sostenuta per la Tari fosse aumentata di un ulteriore 3,8% rispetto al 2023, con un aumento medio a Firenze del 2,6% rispetto all’anno precedente.  

Sugli importi grava senza dubbio il costo di smaltimento dei rifiuti, che nel caso della Toscana devono essere conferiti fuori dalla Regione per via della mancanza di un adeguato sistema regionale di impianti di smaltimento. Per i consiglieri della lista Schmidt, “senza impianti ogni sforzo sulla differenziata rischia di essere vano.”  E aggiungono: “Ricordiamo nel 2024 un assessore, Andrea Giorgio ‘contento per aver contenuto’ l’aumento della Tari al 3% nel 2023, ed era già cresciuta del 2,4 sull’anno precedente. Quest’anno a Firenze aumenta del 5%, ma la scusante non possono essere i rincari generali. C’è la precisa volontà di non scegliere, rendendo il nostro territorio strutturalmente dipendente dalle discariche e dall’export di rifiuti”.

Sabatini, Bambagioni e Schmidt infine sostengono che “la stessa operazione multiutility resta monca, mancando del tutto un piano di sviluppo industriale e un piano impianti, che noi chiediamo da tempo senza alcun riscontro”.