Torna al centro del dibattito la questione dell’apertura di un Centro di Permanenza e Rimpatrio (CPR) in Toscana. La regione è stata recentemente definita da La Nazione “ex isola sicura”, alla luce dei dati 2024 sulla criminalità della classifica compilata dal Sole 24 Ore, che davano Firenze, Livorno e Prato a farla da padrone nella “top ten” delle dieci città peggiori d’Italia, con Firenze al terzo posto per criminalità in Italia, immediatamente dopo le ben più popolose Milano e Roma.
Per il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, intervenuto ieri mattina in occasione del 10° congresso provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap) tenutosi a Firenze, “i CPR sono uno strumento fondamentale per allontanare dal territorio soggetti ritenuti pericolosi, irregolari, con sentenza di condanna certificata anche dall’autorità giudiziaria”, e ha aggiunto che “avere un Cpr per ogni regione servirà a incrementare il numero dei rimpatri per chi è irregolare e pericoloso, e a portare più sicurezza sui territorio”.
Non si è fatta attendere la risposta del segretario del PD della Toscana Emiliano Fossi, che ieri ha ribadito la posizione contraria del suo partito, dichiarando, tra l’altro: “Si scordino di poter collocare un Cpr in Toscana o in qualsiasi altra parte d’Italia. Su questo faremo una battaglia politica durissima”.
In risposta a questa posizione, che in parte sconfessa precedenti aperture di altri esponenti PD come l’ex sindaco Nardella, i consiglieri fiorentini Chelli e Sirello (FdI) hanno rilasciato oggi queste dichiarazioni: “Nei primi mesi di consiliatura, la maggioranza a guida Funaro ha ripetutamente lamentato l’assenza del governo in materia di sicurezza, denunciando la carenza di agenti e le difficoltà nei rimpatri. Tuttavia, quando si propone una soluzione concreta, come i Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR), il Partito Democratico si oppone con argomentazioni puramente ideologiche. Mentre il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni ribadisce la necessità che anche la Toscana si doti di un CPR, il PD regionale, per voce del segretario Fossi, si trincera dietro slogan e rifiuta qualsiasi discussione”.
Aggiungono: “Fratelli d’Italia ribadisce con forza il proprio sostegno alla creazione di un CPR in Toscana. Non si tratta di negare diritti, ma di garantire legalità e sicurezza. Dire no significa lasciare sul territorio persone in situazione di irregolarità, aumentando i rischi per la collettività e, soprattutto, nascondere la polvere sotto al tappeto di altri territori, costringendo ad eseguire i rimpatri con un maggior dispendio di risorse economiche ed umane, ovviamente sottratte alla città. Firenze non può restare indietro nella gestione dell’immigrazione irregolare: la giunta comunale abbandoni la propaganda e inizi ad affrontare concretamente il problema”.
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