Scandalo ed effetto boomerang per le oltraggiose dichiarazioni della consigliera comunale meloniana di Calenzano, Monica Castro, la quale si è opposta al gemellaggio del suo Comune con la città palestinese di Jenin, in Cisgiordania definendo i palestinesi «storpi, ridotti male, senza casa e senza nulla», pur ammettendo di non sapere neanche dove si trovi la Palestina e contro-proponendo un gemellaggio con la «città della speranza» (pensando che esista davvero una città con questo nome anziché essere nome di una fondazione padovana) o «con l’Austria», magari con la ridente cittadina di Braunau am Inn sì cara ai mai rinnegati maestri e predecessori del suo partito. Ma oltre alla sacrosanta indignazione, che potente trapela anche dalle righe dedicatevi da La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, la massima ironia è che tutti questi aggettivi potrebbero tranquillamente designare la situazione attuale della vecchia Fiorenza e dei suoi abitanti. Osserviamo infatti una proporzione inversa tra la diminuzione degli infermieri (-160 in un anno nelle ASL di Firenze, Prato e Pistoia) e l’aumento dei reati ambientali in Toscana, tra discariche abusive e rifiuti tossici (+54% di fascicoli d’inchiesta nel 2025 rispetto al 2024, solo il Sud fa peggio), entrambi riportati su La Repubblica Firenze. In materia di ambiente, ma anche di urbanistica, emerge intanto una mail datata novembre 2025 della Soprintendenza al Comune, nella quale già si ammoniva di attutire l’effetto della coloritura del cubo nero, giudicato «troppo scuro», a quanto trascritto su La Nazione Firenze. Decisamente più scure, tuttavia, sono le prospettive economiche: il 56.5% degli imprenditori della nostra regione nella sfera dell’artigianato, secondo dati citati dal presidente di Confindustria Toscana su La Repubblica Firenze, si è detto incapace di formulare una previsione per l’andamento degli affari in questo 2026, di contro a un 28.8% «pessimista» e a solo un 14.7% di ottimisti. Tra gli operai, il processo relativo all’ex GKN vede l’azienda, desiderosa di reindustrializzare il sito, avanzare la proposta di saldare i debiti nelle retribuzioni per il 2024 e il 2025 e rinunciare a ogni contenzioso, mentre del pagamento effettivo si faranno carico, a quanto si legge su La Nazione Firenze, i rivali del Collettivo QF. Resta comunque, alle porte della prossima udienza, fissata per aprile, lo spettro del fallimento. Intanto, non sono soltanto le fughe ma anche il normale decorso della natura a far calare senza posa la popolazione fiorentina: l’ex consigliere speciale alla Statistica, Enrico Conti, ha calcolato che negli ultimi dieci anni la città ha perso ben 14.570 persone, l’equivalente dell’intera popolazione di Fiesole, passando da 377.929 abitanti a 363.359, già duemila in meno rispetto all’inizio dell’anno scorso e 144mila in meno che nel 1971. Campo di Marte e Gavinana i quartieri più colpiti da questo fenomeno, “reggono” centro storico e Novoli ma perlopiù grazie a “italiani di seconda generazione” che non pochi grattacapi creano alla sicurezza cittadina. Un esempio lo si è visto, e letto sempre su La Nazione Firenze, in pieno giorno nella centralissima via di Barbano dove un professore di liceo, seguendo la sorte di tanti suoi conoscenti, come ha ammesso ai microfoni del giornale, si è trovato l’appartamento svaligiato dopo solo un’ora di assenza causa spesa. Una fulminea e triste conferma delle ragioni dei comitati di Piazza Indipendenza, di cui appena ieri citavamo la rivolta contro spaccio e degrado, e che trova intanto imitazione persino nella stessa Regione, i cui dipendenti sono scesi in piazza contro la decisione della nomina del nono assessore, per pagare lo stipendio del quale verranno tolti soldi proprio a loro. Per Giani «tutti hanno pari dignità», a conferma dell’elitarietà dell’inclusività piddina dove il «tutti» comprende ovviamente, e unicamente, i membri della classe sociale dei vari Giani. (JCM)

