Dopo le due violente risse fra gang in viale Redi e via dello Statuto e il perdurare delle situazioni di degrado e insicurezza, il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica torna a fare il punto. Dal 2024 controllate quasi 56 mila persone e disposti soltanto 427 allontanamenti
Che le due maxi risse fra gang in strada, svoltesi in viale Redi e in via dello Statuto, non dovessero passare inosservate lo hanno detto molti osservatori in città. Ecco quindi che la situazione della sicurezza pubblica a Firenze è stata analizzata dai componenti del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (Cosp) nel corso di una riunione svoltasi lo scorso 30 settembre.
Durante quel Cosp, il Prefetto, la Sindaca di Firenze, il Procuratore della Repubblica, l’Assessore alla sicurezza e i rappresentanti delle Forze di polizia hanno esaminato gli esiti degli articolati dispositivi di controllo del territorio, delle ordinanze adottate dalla Sindaca di Firenze ai sensi dell’articolo 54 del Testo unico degli enti locali e delle ordinanze adottate dal Prefetto ai sensi dell’articolo 2 del TULPS, le cosiddette “zone a vigilanza rafforzata”, in ottemperanza alle indicazioni del Ministro dell’Interno. Si tratta di misure definite e condivise durante i Comitati provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica nel corso del triennio 2024-2026, finalizzate al rafforzamento della sicurezza urbana, con particolare attenzione alle aree maggiormente esposte a fenomeni delittuosi.
Migliaia le persone e i veicoli controllati che, in numerosi casi, hanno portato all’arresto o al deferimento all’Autorità giudiziaria. Un focus particolare è stato svolto sugli esiti dell’ordinanza a “vigilanza rafforzata”, che opera in alcune aree del Quartiere 1, del Quartiere 2 e del Quartiere 5 della città ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2026, n. 54. In particolare, dall’adozione del primo provvedimento, il 10 ottobre 2024, risultano controllate 55.942 persone, di cui 29.299 stranieri. Sono stati adottati 427 provvedimenti di allontanamento, di cui 357 nei confronti di stranieri, e sono state deferite all’Autorità giudiziaria 220 persone per violazione dell’ordine di allontanamento.
In considerazione dell’analisi svolta nel corso del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e della rilevata efficacia dei dispositivi di controllo in atto, il Prefetto di Firenze ha prorogato per cinque mesi l’ordinanza a “vigilanza rafforzata”, ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2026, n. 54. La proroga riguarda le stesse aree oggetto della precedente ordinanza: la zona della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, la zona del Parco delle Cascine e alcune aree del Quartiere 2 e del Quartiere 5. Pertanto, le Forze di polizia e la Polizia municipale continueranno a disporre l’allontanamento dei soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio, ovvero aggravati ai sensi dell’articolo 604-ter del codice penale, oppure per i delitti di cui agli articoli 73 e 74 del Testo unico di cui al Dpr 309/1990 o per i reati di cui agli articoli 4 e 4-bis della legge 110/1975, i quali nelle predette zone tengano comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, che impediscano la libera e piena fruibilità delle stesse e determinino una situazione di concreto pericolo per la sicurezza.
Ma sulla proroga arrivano anche critiche. «I numeri della Prefettura non sono compatibili, secondo noi, con la retorica politica di chi ci governa», ha affermato dopo il provvedimento Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune. Palagi mette in fila i comunicati della Prefettura dal 10 ottobre 2024 a oggi e sostiene che la tendenza sia chiara: nei primi quindici mesi gli allontanamenti erano dodici ogni mille controlli, fra gennaio e maggio di quest’anno cinque e da maggio a settembre solo due. «Si controlla sempre di più e si trova sempre meno. Se è un successo, non si capisce perché prorogare, dopo aver già allargato il perimetro due volte. Se è uno strumento che ha esaurito la sua funzione, va concluso. In nessuno dei due casi i numeri dicono che serve continuare», sostiene il consigliere.
Palagi richiama poi un dato pubblicato dalla Prefettura nel settembre 2025, relativo all’andamento dei reati per zona nel primo semestre di quell’anno. Nell’area della stazione, zona rossa dall’ottobre precedente, i reati erano cresciuti del 23%. Nel Quartiere 5, dove la zona rossa non c’era, erano invece calati del 29,6%, mentre nel Quartiere 3 erano diminuiti del 16,4%. A gennaio 2026 il Quartiere 5 è stato comunque inserito nel perimetro, con un richiamo generico all’andamento della delittuosità. Nei comunicati successivi l’efficacia delle misure viene evidenziata, osserva Palagi, ma i dati suddivisi per zona non vengono più riportati, o comunque «non li stiamo trovando noi».
Un altro elemento riguarda la composizione delle persone controllate e di quelle allontanate. Secondo i numeri citati da Palagi, le persone straniere rappresentano il 52% di quelle controllate e l’84% di quelle allontanate. «Tradotto: viene allontanata una persona straniera ogni 82 controllate e una italiana ogni 380, quasi cinque volte meno», afferma il consigliere, che sottolinea anche come il presupposto sia una denuncia negli ultimi cinque anni e non una condanna.
È, secondo Palagi, lo stesso nodo per cui nel 2019 il Tar della Toscana annullò le prime zone rosse fiorentine, con la sentenza 823 di quell’anno. La Sindaca, intanto, giudica positivo il servizio e chiede al Governo più agenti, perché altrimenti, ha detto, «il problema continuerà a rimanere lo stesso». Palagi interpreta queste parole come un’ammissione: dopo quasi due anni, sostiene, «le zone rosse non hanno cambiato le cose». Nel frattempo, aggiunge, va chiarito come stia andando il servizio di prossimità della Polizia municipale, con cui è stato detto di no ai cosiddetti vigili di quartiere, richiesti dal territorio e anche dal suo gruppo consiliare.
La conclusione è netta: «La sicurezza non si può affrontare solo sul piano dell’ordine pubblico: non funziona e scarica le mancanze della politica su altre articolazioni dello Stato, impropriamente». La proroga decisa dalla Prefettura dice però che, almeno sul piano operativo, il modello delle “zone a vigilanza rafforzata” continuerà a essere utilizzato. E con le due recenti maxi risse fra gang, il tema della sicurezza nelle strade fiorentine torna nuovamente al centro del dibattito.

