Meno parcheggi significa anche più auto in circolazione alla ricerca di un posto: più traffico, più carburante consumato e più inquinamento. E alla fine qualcuno deve pur essere colpevole.
Ve lo ricordate il gioco del 15? Sedici caselle, quindici tessere numerate e uno spazio vuoto. È proprio quello spazio che permette di muovere le tessere e rimettere i numeri in ordine. Provate però a inserire anche una sedicesima tessera. Fine del gioco: non si muove più nulla.
A Firenze, con i parcheggi, sta accadendo qualcosa di molto simile. Si eliminano posti auto, si restringono carreggiate, si aprono cantieri, si modificano sensi di marcia e percorsi, poi ci si meraviglia se qualcuno lascia la macchina nel primo spazio possibile, cercando almeno di non impedire il passaggio. La Nazione titola “Bus sempre in ritardo” e, nello stesso titolo, mette in evidenza cinquemila multe contro la sosta selvaggia. Certo che cinquemila fa una certa impressione. Peccato che non venga indicato con chiarezza il periodo al quale si riferisce quel numero e nemmeno quante di quelle auto abbiano realmente bloccato il passaggio di un autobus. E, scusate il puntiglio, senza un periodo e un confronto cinquemila è soltanto un numero. Sarebbe interessante, per esempio, sapere quante sanzioni furono elevate nello stesso arco di tempo negli anni precedenti.
Anche perché, nel febbraio scorso, la stessa Nazione raccontava che, a partire dal 17 febbraio 2025, i controlli mirati avevano prodotto 8.188 violazioni lungo le linee del trasporto pubblico, alle quali si aggiungevano 6.004 sanzioni sui viali. Oltre 14 mila, quasi 15 mila.
Dunque, le cinquemila di oggi dovrebbero indicare un aumento della sosta irregolare, oppure una diminuzione, oppure una situazione sostanzialmente uguale? Non lo sappiamo. Ed è questo il grande vantaggio di sparare dei numeri senza denominatore: fanno molta scena e non sono costretti a spiegare niente.
Ma allora dove dovrebbe essere messa quell’auto se elimini progressivamente tutti gli spazi disponibili? Chiaro che prima o poi ottieni esattamente il gioco del 15 con sedici tessere. Anzi, a Firenze forse siamo già arrivati al gioco del 17 o del 18.
E arriviamo alla questione degli autobus. Davvero i ritardi dipendono soprattutto dalla “sosta selvaggia”? Curiosamente, appena due giorni prima, il 4 ottobre, la stessa Nazione raccontava di “bus sempre in coda” e di studenti costretti ad arrivare tardi a scuola, indicando esplicitamente fra le cause i cantieri della tramvia, le deviazioni e le zone cantierizzate.
Forse allora il problema è un po’ più complicato e La Nazione dovrebbe fare pace con se stessa nell’interpretazione dei fatti. Ci sono carreggiate ristrette e corsie diventate troppo strette, incroci congestionati, percorsi degli autobus non sempre felicissimi, cantieri, deviazioni e una viabilità continuamente modificata dai lavori della tramvia. Ma tutto questo è difficile da mettere in un titolo. E allora dire “sosta selvaggia” funziona benissimo, perché ha già individuato il colpevole: l’automobilista incivile che abbandona la macchina dove capita.
Molto meno suggestivo sarebbe stato scrivere: “Automobilisti alla ricerca di un parcheggio che non esiste più”.
E così, come lamentano i lettori, nel frattempo le auto girano alla ricerca di un posto. Girando aumentano il traffico, consumano carburante e inquinano. Poi magari ci spiegheranno che bisogna ridurre traffico e inquinamento.
Insomma, tornando al nostro gioco, si elimina lo spazio vuoto dal gioco del 15 e poi si multa chi non riesce più a spostare le tessere. Capisci che, quando la città si blocca, trovare un’automobile da accusare è sempre più semplice che trovare una scelta sbagliata da ammettere.
E allora fatti la domandina: a chi giova tutto questo?
Io una rispostina ce l’avrei.
Ma la lascio a voi, che avete avuto la pazienza di leggermi fino a qui.


