Firenze, Fratelli d’Italia rilancia sulla sicurezza: «Un nucleo anti maranza nella Polizia Municipale»

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Nel mirino baby gang, aggressioni e intimidazioni: previsti anche il coinvolgimento di residenti, commercianti e scuole

 

Baby gang, aggressioni e violenza giovanile: la proposta punta a una squadra specializzata dei vigili urbani, in raccordo con le Forze dell’Ordine. Previsti anche il monitoraggio delle aree più critiche e interventi di prevenzione rivolti ai minori.

A Firenze la sicurezza dei quartieri torna al centro del confronto politico. Fratelli d’Italia propone di istituire all’interno della Polizia Municipale un nucleo specializzato nel contrasto alla violenza giovanile e ai fenomeni legati alle cosiddette baby gang. Un’iniziativa che prende spunto dall’esperienza annunciata a Ferrara, dove è stato presentato il progetto del “Nucleo Anti Maranza”, e che il gruppo consiliare di FdI vorrebbe adattare alla realtà fiorentina.

A portare avanti la proposta sono il consigliere comunale Giovanni Gandolfo, la capogruppo Angela Sirello, i consiglieri Matteo Chelli e Alessandro Draghi e l’europarlamentare Francesco Torselli. Lo strumento scelto è una mozione indirizzata alla sindaca e alla Giunta, con la quale si chiede di rafforzare la capacità del Comune di prevenire e affrontare episodi di aggressività, intimidazione, danneggiamento e microcriminalità che coinvolgono gruppi di giovani, anche minorenni.

L’idea è superare una gestione affidata soltanto agli interventi occasionali, costruendo all’interno dei vigili urbani competenze specifiche per seguire questi fenomeni con maggiore continuità. Non necessariamente un nuovo corpo, dunque, ma una struttura specializzata capace di concentrare l’attenzione sulle situazioni più problematiche e di collaborare con gli altri soggetti che operano sul fronte della sicurezza.

La proposta prevede un collegamento operativo più stretto con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine, attraverso lo scambio di informazioni e segnalazioni e la possibilità di organizzare interventi coordinati, nel rispetto delle rispettive competenze. Il punto, nelle intenzioni dei proponenti, è rendere più tempestiva la risposta alle situazioni di rischio e migliorare la capacità di individuare fenomeni che, se trascurati, possono ripetersi e alimentare la percezione di insicurezza tra chi vive e lavora nei quartieri.

Per individuare le aree maggiormente esposte, Fratelli d’Italia propone di raccogliere e analizzare in maniera organizzata le segnalazioni provenienti dal territorio. Residenti, commercianti, scuole e Consigli di Quartiere potrebbero contribuire a individuare luoghi e situazioni sui quali concentrare l’attività di prevenzione. Una rete informativa che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe permettere di programmare gli interventi sulla base delle criticità effettivamente riscontrate, anziché limitarsi a rincorrere i singoli episodi una volta avvenuti. Il coinvolgimento del territorio viene quindi indicato come un elemento importante per costruire una mappa delle situazioni più delicate e orientare meglio le risorse disponibili.

Accanto alla vigilanza, la mozione richiama la necessità di affrontare il disagio giovanile prima che degeneri in comportamenti violenti. Per questo viene proposta una collaborazione con servizi sociali, educatori di strada, psicologi e altri professionisti, con particolare attenzione ai minorenni coinvolti e alle loro famiglie. L’obiettivo dichiarato è affiancare agli strumenti di controllo percorsi di responsabilizzazione e recupero, cercando di intervenire sulle situazioni di fragilità che possono favorire l’ingresso dei ragazzi in gruppi dediti a intimidazioni e aggressioni.

La proposta prova così a tenere insieme due aspetti spesso contrapposti nel dibattito sulla sicurezza: la necessità di risposte concrete agli episodi di violenza e quella di evitare che il disagio giovanile venga affrontato esclusivamente quando si è già trasformato in un problema di ordine pubblico.

La mozione apre un nuovo fronte di confronto sulla sicurezza urbana a Firenze e chiama l’amministrazione a valutare l’opportunità di una struttura dedicata. Per il momento, però, il nucleo anti maranza resta una proposta politica: la sua eventuale istituzione, le risorse da destinare e le modalità operative dovranno essere chiarite nel percorso consiliare e nelle successive decisioni dell’amministrazione.

Resta da capire quale posizione assumeranno sindaca e Giunta e se Palazzo Vecchio riterrà utile introdurre una specializzazione della Polizia Municipale su questo fronte. Il passaggio decisivo sarà trasformare l’iniziativa in un sistema di interventi verificabile, capace di incidere sui problemi segnalati nei quartieri e di affiancare alla prevenzione una risposta efficace agli episodi di violenza.

Foto: Immagine AI