Seconda solo a Milano per reati denunciati, Firenze resta ai vertici della criminalità nazionale. Il centrodestra attacca, mentre il PD replica chiamando in causa l’inefficacia del Governo
La sicurezza a Firenze torna al centro dello scontro politico, tra accuse incrociate e dati che continuano a pesare come un macigno sul dibattito pubblico. A innescare la polemica è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Stella, che parla apertamente di emergenza criminalità e di fallimento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sara Funaro. Firenze, dichiara Stella, è ormai una città insicura e invivibile, segnata da un’escalation di aggressioni, rapine, spaccate ai negozi e borseggi quotidiani.
Il consigliere azzurro richiama gli ultimi episodi di cronaca, dall’aggressione a un ragazzo di 15 anni minacciato con un coltello nei pressi del Mugnone, alle risse avvenute in pieno centro durante la notte di Capodanno, fino ai 6 locali incendiati la notte scorsa e agli atti di vandalismo che colpiscono sempre più spesso le attività commerciali. Un quadro che, secondo Stella, dimostra come il piano sicurezza del Comune sia inefficace e come la sinistra abbia sottovalutato per anni il problema.
A rafforzare la denuncia arrivano i numeri: le più recenti statistiche nazionali collocano infatti Firenze al secondo posto in Italia per numero di reati denunciati in rapporto alla popolazione, con oltre 65 reati ogni 1.000 abitanti, peggio fa soltanto Milano. Un dato che, per Stella, certifica l’emergenza sicurezza e smentisce ogni tentativo di minimizzare la situazione: «Cittadini e negozianti sono lasciati soli mentre la città sprofonda in un clima di insicurezza diffusa».
Di segno opposto la replica della vice capogruppo regionale del Partito Democratico, Alessandra Innocenti, che respinge l’idea di un’emergenza imputabile al Comune e ribalta le responsabilità sul Governo nazionale. Innocenti ricorda come il centrodestra governi il Paese da oltre tre anni e mezzo e accusa l’esecutivo di non aver mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale sul tema della sicurezza. Secondo la dirigente PD, mancano leggi efficaci sulle pene certe e soprattutto mancano gli agenti di polizia promessi alle città.
Per Innocenti, Stella utilizza i dati sulla criminalità per attaccare l’amministrazione fiorentina e screditare la città, evitando di chiamare in causa il Governo e i ministri competenti. Il Comune, sostiene la vice capogruppo, ha invece fatto tutto ciò che rientra nelle proprie competenze: pattuglie della polizia municipale, progetti antidegrado, controlli nelle aree più sensibili come le Cascine e interventi contro spaccio e microcriminalità. Ma senza un rafforzamento delle forze dell’ordine statali, avverte, nessuna città può reggere da sola l’urto dell’aumento dei reati.
Al di là dello scontro politico, resta però un dato difficilmente contestabile: Firenze è stabilmente ai vertici delle classifiche nazionali per incidenza dei reati sulla popolazione. Tra accuse al Comune e responsabilità rinfacciate al Governo, la sicurezza continua a essere una delle principali preoccupazioni dei fiorentini e un terreno di scontro sempre più acceso tra maggioranza e opposizione.
