Funaropoli rallenta l’Italia sui trasporti ma alza la media degli incassi da multe. Alla luce degli incendi fa da contraltare l’oscurità delle torri. La Firenze sui giornali di martedì 27 gennaio

Per ora c'èsolo lo scheletro, domani in via Sab n Gallo ci sarà una struttura ricettiva e turistica di super lusso che sovrasterà le case dei pochi residenti fiorentini rimasti

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Il disastro di Ponte al Pino ha scoperchiato forse più altarini di quanto chiunque potesse aspettarsi: l’interruzione del percorso ferroviario tra Rifredi e Campo di Marte è stata occasione, per lo SPI CGIL, di fare luce sulle necessità di ammodernamento della stazione nella prima, come da dichiarazioni del segretario sindacale a La Nazione Firenze. Ben più feroci, tuttavia, sono le polemiche sulla gigantesca speculazione edilizia in San Gallo, a proposito della quale l’assessore Biti asserisce piccata che «tutte le regole sono state seguite», coprendosi dietro la Soprintendenza e ribadendo, per «chi vuole denigrare e infangare il nome dell’amministrazione», la “possibilità” di «limitarsi al dialogo», ovverosia a lamentele che nessuno ascolta e che l’amministrazione stessa, contrariamente alle parole dell’assessore, ha sempre evitato o rifiutato: le sue parole, riportate da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, si accompagnano alla risposta dei comitati, che denunciano infatti la totale opacità del progetto di extralusso, senza nessun dialogo né incontro proposto ai loro rappresentanti, oltre alla inesistenza dei pretesi «spazi per la cittadinanza» propagandati dalla giunta, con annesso un beffardo invito da parte del Comitato Salviamo Firenze all’indirizzo di Biti affinché si rechi in via San Gallo a «dire ai residenti che stanno infangando l’amministrazione». Ne conveniamo che «sarà un bel giorno». Nel frattempo, monta la rivolta anche tra i residenti del Poggio Imperiale, mobilitatisi immediatamente al solo taglio di una siepe e, pare dal sottotitolo de La Nazione Firenze, di alcuni alberi, per lastricare una strada diretta a un resort che, scrivono nella missiva indirizzata alle istituzioni comunali e di quartiere, ha già «due ingressi disponibili». Novoli, invece, scende in piazza contro la criminalità dopo l’aggressione al calciatore 13enne di questo fine settimana: la stessa testata ne ha approfittato per compilare una lista di tutti gli ultimi episodi, «da San Donato al Mugnone», e varie testimonianze, tra cui quella di una madre il cui figlio, assieme ai suoi amici, era riuscito a sfuggire a una rapina e rifugiarsi in un bar per chiamare la polizia, solo per scoprire che uno degli aggressori era già noto alle forze dell’ordine e tuttavia «rilasciato ben 8 volte». A questo scenario di delinquenza impunita fanno da corollario «rapine, incendi e minacce», sullo sfondo di un aumento dei reati minorili (+60 fascicoli aperti tra luglio 2024 e giugno 2025, ma soltanto 4 magistrati in tutta la Toscana: questa la sintesi tracciata dal Corriere Fiorentino, sul quale è pubblicata anche l’intervista a un ragazzo in casa famiglia, ex delinquente e oggi «rinato»), dei secondi siamo purtroppo dovuti essere testimoni di quanto accaduto sotto il Ponte all’Indiano: anticipata da noi di LFCV, la notizia è rimbalzata a ruota su La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze: come a San Donato, fortunatamente nessuna vittima, ma è meritatamente finita nel mirino la giunta nella persona dell’assessore Giorgio, che senza alcun pudore ha ammesso la conoscenza di ciò che accade, ma nessun intervento, ha puntualizzato il consigliere Chelli (FdI), è stato effettuato, ricordando il Parco Florentia che doveva essere «pronto per la fine dello scorso mandato, ma si sa poco o niente»; gli ha fatto eco il suo collega di partito, nonché eurodeputato, Francesco Torselli, che ha definito l’incidente «fotografia del fallimento della sinistra che governa Firenze da decenni». Le uniche decisioni concrete il PD le ha infatti prese sugli accorpamenti (16 scuole ne cadranno vittima, l’ufficialità arriverà oggi, annuncia La Repubblica Firenze) e sulle multe, senza il cui contributo la crescita di questo specifico fatturato in tutta la Toscana, confessa Il Tirreno, «sarebbe minore» pur registrandosene una crescita in «sei province su dieci». (JCM)